La locandina

Promossa da Fondazione Sella nell’ambito di un variegato progetto di valorizzazione del proprio archivio storico dal titolo “Da Archivio a risorsa comune”, finanziato da Compagnia di San Paolo e da Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, la mostra L’altra macchina. Un industriale biellese e l’affermazione della fotografia in Italia – a cura di Pierangelo Cavanna, storico della fotografia – inaugurata il 10 ottobre, rimarrà aperta al pubblico fino al 2 febbraio 2020; per i gruppi e le scolaresche è invece visitabile su appuntamento fino al 28 febbraio. Fotografia e industria si incontrano nella figura di Giuseppe Venanzio Sella (1823-1876), nella quale si celebra il legame tra i due universi, tra le diverse macchine della modernità: le filatrici e i telai meccanici da un lato e le apparecchiature fotografiche dall’altro. Sella riunisce in sé il duplice ruolo di industriale laniero, titolare di quello che all’epoca era lo stabilimento più avanzato del Biellese, e di fotografo tanto sensibile quanto attento sperimentatore di tutte le innovazioni tecnologiche, rendendolo di fatto uno dei protagonisti della nascente cultura fotografica italiana, specie per quanto riguarda la produzione manualistica. Giuseppe Venanzio Sella – fratello di Quintino e padre di Vittorio, che seguì le sue orme – forte delle competenze tecniche e chimiche che determinarono il successo della sua impresa, fu industriale di respiro europeo, colto e aperto all’innovazione, fotografo e divulgatore della nuova tecnologia dell’immagine, al centro di una fitta rete di relazioni e conoscenze in ambito internazionale. Fu autore del Plico del fotografo, il primo completo trattato della disciplina pubblicato in Italia (1856) che a breve verrà anche tradotto in francese nell’Enciclopedia Roret. La sede espositiva della mostra si trova all’interno dell’antico Lanificio Maurizio Sella – complesso architettonico che ospita da secoli attività produttive – le cui immagini scattate da Sella saranno in mostra a suggello del legame tra sviluppo industriale e nascita della fotografia. La mostra è aperta il sabato e la domenica (dalle 10 alle 19) oppure in altri giorni su appuntamento.