(r.l.) “Cercansi steward per assistenza viaggiatori aeroporti londinesi di Stansted e Luton”; è di questo tenore l’annuncio apparso su internet a cui una decina di cittadini italiani, tra cui anche un biellese, hanno risposto scoprendo poi, una volta giunti nella capitale britannica, di essere stati raggirati. Le indagini sono ora seguite dalla locale Sezione di Polizia Postale che, unitamente a Scotland Yard, sta raccogliendo elementi per risalire al truffatore.

Il tutto è iniziato con la denuncia presentata da un 25enne di Candelo presso gli uffici della Polizia Postale di Biella. Il giovane raccontava di aver trovato su internet un’annuncio circa un’offerta di lavoro per steward di terra

Interessato da questa prospettiva il 25enne prendeva contatti con l’inserzionista che gli inviava ben tre pagine relative alle condizioni del contratto di assunzione,. In particolare l’offerta di lavoro, che consisteva nell’assistenza ai viaggiatori italiani e la vendita di biglietti per Victoria Station negli scali aeroportuali indicati, prevedeva innanzitutto una paga settimanale di 230 sterline (circa 250 euro) più 80 pence (circa 90 centesimi di euro) per ogni biglietto venduto.

Tra i benefit previsti, vi era anche la concessione gratuita di un alloggio.

Allettato dalla proposta, lo scorso 17 ottobre il 25enne si recava a Londra dopo aver concordato con l’inserzionista di incontrarsi in prossimità della stazione dei pullman dell’aeroporto di Stansted. Giunto nel luogo dell’incontro, il giovane riceveva una telefonata da parte di quest’ultimo che lo invitava a recarsi nel centro di Londra. In città aveva luogo questo incontro ed erano presenti anche altri otto giovani italiani che come lui avevano accettato l’offerta di lavoro.

A quel punto il referente dell’agenzia di lavoro, descritto come un italiano di 25-30 anni, chiedeva a ciascuno dei giovani presenti la somma di 192 sterline per il rilascio del badge aeroportuale ed altre incombenze burocratiche nonché copia di un documento di identità. Raccolti soldi e documenti, il truffatore accompagnava la compagnia in un ostello dove passare la notte, a spese dei truffati, in attesa dell’alloggio di servizio e dava loro appuntamento per il giorno dopo una volta concluse le pratiche di assunzione. Il giorno seguente però del sedicente referente dell’agenzia nessuna traccia . Il gruppetto denunciava allora l’accaduto a Scotland Yard che li invitava, una volta rientrati in patria, a recarsi anche alla Polizia italiana per i profili riguardanti la prima fase della truffa.