Santhià dice no alle sale-gioco

(r.l.) Non si arrende il sindaco di Santhià Angelo Cappuccio, e con lui l’amministrazione comunale, di fronte alla sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) che ha dato ragione ai gestori delle sale da gioco lasciando loro la possibilità di aprire sale da gioco ovunque in città, senza riguardo per il centro storico o i luoghi sensibili come scuole, asili, oratorio. ” Sarà preciso compito di questa amministrazione, e mio personale, batterci per evitare che Santhià diventi una squallida copia di Las Vegas! – dice Cappuccio-. Come abbiamo sempre detto non è una questione morale: non siamo contro il gioco. Ma i dati che emergono da osservazioni scientifiche sulla nostra società sottolineano in modo allarmante che molto molto spesso il gioco da divertimento diventa patologia e dipendenza e rovina le famiglie e crea circoli viziosi di usura e di mafie vecchie e nuove”.

“Chiederemo, possibilmente insieme agli altri Comuni del nostro territorio ed alla Provincia di Vercelli, che anche alle Autonomie Locali venga riconosciuta competenza in questa materia- conitnua il primo cittadino di Santhià-. segnaleremo al Governo Monti il nostro piccolo ma significativo caso di abnorme proliferazione di sale giochi consentita dalla legge attuale”. Intanto venerdì 23 marzo, (Auditorium San Francesco, via Ospedale 11 Santhià) si terrà l’incontro “ Giocare o “essere giocati”? Il gioco da divertimento a dipendenza” con la partecipazione di Leopoldo Grosso vice-presidente del Gruppo Abele, che si sta battendo insieme con don Luigi Ciotti per arginare il fenomeno del gioco d’azzardo come dipendenza, con Patrizia Colombari e Signorella Nicosia dell’Asl di Vercelli ed con altri esperti del settore.