Vercelli: arrestato nel bar vicino al supermercato dove aveva tentato una rapina

Due mesi fa aveva minacciato la cassiera con un coltello, ma la pronta reazione della donna aveva sventato il colpo. Riconosciuto grazie alle testimonianze di un poliziotto in pensione e di due clochard

Antonino Blonda, 43 anni

(c.c.) Brandendo un lungo coltello fra le mani, aveva minacciato la cassiera di un supermercato per farsi consegnare l’incasso, ma questa, intuendo le sue intenzioni, era riuscita a chiudere la cassa impedendo così al malvivente di prendersi i soldi.

I fatti risalgono allo scorso 30 dicembre e il luogo è un piccolo market di corso Palestro, a Vercelli. Dopo due mesi di indagini da parte degli investigatori della squadra mobile il rapinatore è stato identificato e arrestato: si tratta di un vercellese, Antonino Blonda, 43 anni, pluripregiudicato proprio per reati specifici. E’ stato identificato grazie alla testimonianza di due clochard, con i quali il Blonda aveva parlato prima di entrare nel supermercato, e di un sovrintendente di polizia in pensione che aveva anche tentato di fermarlo dopo il tentativo di rapina andato a male. Quella sera, la cassiera aveva intravisto il coltello, un’arma con una lama lunga 20 centimetri, tra le mani dell’uomo mentre questi si avvicinava alla cassa; intuendo allora quali potessero essere le sue intenzioni, aveva prontamente reagito riuscendo a bloccare la cassa. Frustrato dal tentativo andato a male, il Blonda aveva allora aggredito la donna procurandole lesioni ad una mano, quindi era fuggito.

La stessa cassiera, i due barboni e l’ex poliziotto lo hanno poi riconosciuto tra le persone segnalate mostrate loro dagli investigatori che si stavano occupando del caso. La scorsa settimana, a seguito di un ordine di carcerazione firmato dal gip del tribunale il Blonda è stato arrestato; gli agenti lo hanno trovato nel bar a pochi metri dal negozio che due mesi prima aveva tentato di rapinare: se ne stava lì tranquillo, senza preoccuparsi neanche un po’ di essere riconosciuto dalla stessa cassiera.

Vercelli: musica e arte come cerchi eccentrici

Domani il primo appuntamento del programma di manifestazioni collaterali alla mostra Guggenheim. Al Dugentesco l’Ensemble Strumentale della Vallotti

Il Laboratorio Archi - Orchestra da Camera della Vallotti

(c.c.) I Cerchi eccentrici di Arca tornano ad espandersi. La stagione di concerti, mostre e conferenze a sostegno della mostra Guggenheim ospitata in Arca fino al 10 giugno (I giganti dell’Avanguardia: Mirò, Mondrian, Calder e le collezioni Guggenheim) ricomincia con un calendario ricco di appuntamenti.

Il primo è in programma domani al salone Dugentesco con inizio alle 17. Si tratta del concerto dell’Ensemble Strumentale della scuola di musica Vallotti, espressione del laboratorio di musica da camera diretto dal maestro Enrico Groppo. In programma musiche del ‘900 europeo di autori vercellesi e piemontesi.

Gli altri appuntamenti sono in calendario il 24 marzo, alle 21, al Teatro Civico (Sinfonia Dante, di Liszt, concerto per 2 pianoforti e coro di voci bianche e femminile, anche questo realizzato e proposto dalla struttura didattica della Vallotti con la direzione corale affidata al maestro Marco Roncaglia); il 27 marzo, alle 21, al Teatro Civico (spettacolo di danza dal titolo “Danz’Avis nell’Arca. Audacia, Risolutezza, Consapevolezza e Amore … per un dono”);  Continua >

Tutta Gattinara piange la morte di Franco Lamolinara

La comunità vercellese si chiude nel dolore e nella preghiera attendendo il rientro della salma. Tensioni diplomatiche tra Londra e Roma

Franco Lamolinara, il tecnico di Gattinara morto in Nigeria

(c.e.) Mentre Gattinara e tutta la comunità vercellese si chiudono nel dolore e si stringono attorno alla famiglia di Franco Lamolinara, la vicenda dell’ingegnere italiano ucciso durante un blitz congiunto delle forze di sicurezza inglesi e nigeriane diventa un “caso” diplomatico. Lamolinara, insieme al collega britannico Christopher McManus, era stato sequestrato il 12 maggio scorso a Birnin Kebbi dove lavorava come tecnico. Quasi 10 mesi di prigionia, poi l’irruzione dei militari e la morte in circostanze ancora tutte la chiarire. La tensione tra Roma Londra verte sui tempi i modi con cui le autorità italiane sono state informate del blitz: una telefonata di Cameron a Monti mentre l’operazione era già in corso e dunque non poteva essere più fermata. Ora il governo chiede chiarezza, mentre i famigliari di Lamolinara sperano di avere al più presto la salma del loro congiunto morto, a soli 48 anni, mentre faceva il suo dovere di tecnico in Nigeria. Già ieri sera la sua comunità parrocchiale di S. Bernardo a Gattinara si è raccolta in preghiera.