A Dario Casalini la presidenza onoraria della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli

Gli è stata conferita nel corso di una cerimonia svoltasi questa mattina nella sala del Trono dell’arcivescovado. Presenti, per l’occasione, il card. Giuseppe Versaldi, in passato membro del comitato di indirizzo della Fondazione e il ministro Renato Balduzzi

A Dario Casalini è stata conferita la carica di presidente onorario della Fondazione CR Vercelli

(c.c.) Un titolo onorifico, ma che ha un significato che va ben al di là dell’attestazione che racchiude. La Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, oggi presieduta da Fernando Lombardi, ha voluto conferire la presidenza onoraria al suo fondatore, Dario Casalini, da due anni alle prese con gravi problemi di salute conseguenti all’infortunio che lo colpì mentre stava visitando gli affreschi appena restaurati e riportati alla luce nell’ex chiesa di San Marco. «Un atto dovuto – hanno ricordato prima Lombardi, poi il sindaco Andrea Corsaro agli invitati nella sala del Trono dell’arcivescovado – nei confronti di chi ha sempre voluto il bene della Fondazione e del territorio». Continua >

Mirò, Calder e Mondrian, tre “giganti” dell’Avanguardia in mostra a Vercelli

«Questa quinta mostra delle Collezioni Guggenheim a Vercelli – spiega il suo curatore, Luca Massimo Barbero – intende ripercorrere l’iter artistico di tre protagonisti assoluti della storia dell’arte del XX secolo ricostruendone in modo puntale ed esaustivo il cammino artistico, dagli esordi alla maturità e celebrità». Il percorso della mostra raccontato dallo stesso Barbero

Luca Massimo Barbero, curatore della mostra

La mostra si apre con l’opera di Piet Mondrian (1872 – 1971), artista universalmente riconosciuto tra i pionieri dell’astrazione e padre della ricerca sul Neoplasticismo. Le opere esposte ricoprono un arco temporale che va dal 1902 al 1938, creando un percorso cronologico unico, che conduce lo spettatore, passo dopo passo, attraverso la maturazione creativa dell’artista olandese.

Se Boschetto di salici vicino all’acqua, albero in primo piano a destra (1902-4) richiama una pittura naturalista erede della tradizione olandese, le opere tra 1908 e 1911 si nutrono di suggestioni postimpressioniste, simboliste ed espressioniste: influssi che ne schiariscono e accendono la tavolozza, come in Faro a Westkapelle (1908), e si coniugano a un’approfondita conoscenza della teosofia, dottrina misterica che si colloca tra filosofia, religione e scienza, come in opere quali Metamorfosi (1908) e Calla (1908-9). In Estate, Duna in Zelanda (1910), le forme del paesaggio marino sono semplificate, tradotte in zone di colore piatto e antinaturalistico, senza presenza umana, come se le forze eterne della natura tendessero all’unità degli opposti (terra e mare, spirito e materia). Nell’inverno 1911–12 l’artista si trasferisce a Parigi, portando le sue opere a un processo di semplificazione compositiva e cromatica: un’evoluzione che emerge in tutta la sua evidenza nell’accostamento di Natura morta con vaso di zenzero I (1911) e Natura morta con vaso di zenzero II (1911-12), riflesso, una accanto all’altra, del chiaro passaggio verso l’astrazione attraverso la scomposizione geometrica cubista. Iniziano a comparire toni ocra, azzurri e rosa, che anticipano il suo spostamento verso i colori primari, le griglie di linee nere si spezzano in tratti incrociati. Continua >

I giganti dell’Avanguardia in mostra all’Arca di Vercelli da oggi fino al 10 giugno

Trentasette opere, scelte da Luca Massimo Barbero, che rappresentano il meglio della produzione artistica di Miro, Mondrian e Calder. L’esposizione, realizzata dal Comune di Vercelli e dalla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, con il supporto della Regione, presenta alcuni pezzi mai prestati fino ad oggi ad altri musei nel mondo

Luca Massimo Barbero ( a sinistra) e l'assessore alla Cultura Pier Giorgio Fossale

(c.c.) Fino al 10 giugno Vercelli ospiterà, nella struttura espositiva Arca (ex chiesa di San Marco), la mostra “I giganti dell’Avanguardia:Mirò, Mondrian, Calder e le collezione Guggenheim”. Questa mattina è stata aperta alla stampa e, dopo l’inaugurazione ufficiale, in programma oggi alle 18,30, da domani sarà aperta anche al pubblico.

La mostra, curata come le precedenti da Luca Massimo Barbero, ospita 37 opere tra dipinti e sculture, tutte sceltissime, che ricostruiscono in modo puntuale l’arco cronologico della carriera dei tre artisti. La loro provenienza è significativa del credito che oggi Arca e questo ciclo di mostre organizzate dal Comune di Vercelli in collaborazione con la Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia e con il supporto della Regione Piemonte gode in tutto il mondo e tra gli addetti ai lavori; a differenza delle precedenti mostre, infatti, le opere esposte non provengono solo dalle collezioni Peggy e Solomon R. Guggenheim, ma sono state concesse in prestito da altri importanti musei o appartengono a collezioni private. Per alcune di esse, inoltre, questa a Vercelli è la prima volta che vengono concesse in prestito espositivo. Continua >