Approfondimenti oltre la stagione del Teatro Civico di Vercelli

Teatro Vercelli approfondimenti 2019Con il progetto di audience development Comuni Narrazioni – Narrazioni Comuni, Il Teatro Civico di Vercelli insieme alla Fondazione Piemonte dal Vivo e all’Università del Piemonte Orientale, coinvolge la cittadinanza oltre le serate di spettacolo, con alcuni approfondimenti attorno ai temi degli spettacoli, che anche quest’anno sono stati raggruppati in diversi filoni narrativi.
Sulla questione dello status sociale si sviluppa la conferenza di mercoledì 9 gennaio 2019 L’innocenza dei colpevoli, con la Professoressa Francesca Romana Paci al MAC Museo Archeologico Civico di Vercelli.

Mercoledì 13 febbraio al Museo del Tesoro del Duomo di Vercelli si discute invece del rapporto tra uomo e tecnologia, in un dialogo dal titolo Mente estesa, simbiosi o guerra dei mondi? La realtà del digitale tra Cristina Meini e Maurizio Lana, professori presso l’Università del Piemonte Orientale che da anni portano avanti una ricerca su questi temi
Il ciclo di incontri si conclude mercoledì 20 febbraio con la conferenza I gesti smisurati di Orlando Pazzo, al Museo Borgogna, durante la quale la Professoressa Cecilia Gibellini riflette insieme al pubblico sul tema dell’amore e delle sue moltissime contraddizioni.
Le tre conferenze si legano di volta in volta ad uno o più spettacoli in cartellone e vogliono essere uno strumento per amplificarne i contenuti e permettere ai cittadini di Vercelli di essere parte attiva del dibattito culturale, dando vita a un ricco ecosistema di contenuti.

CALENDARIO COMPLETO
mer 9/1 ore 17.30
L’INNOCENZA DEI COLPEVOLI
MAC – Museo Archeologico Civico di Vercelli
con Francesca Romana Paci – Professore Emerito di letteratura inglese Università del Piemonte Orientale
mer 13/2 ore 17.30
MENTE ESTESA, SIMBIOSI O GUERRA DEI MONDI? LA REALTÀ DEL DIGITALE
Museo del Tesoro del Duomo di Vercelli
con Cristina Meini – Professore Associato di Filosofia della mente Università del Piemonte Orientale
e Maurizio Lana – Professore Aggregato di archivistica, bibliografia e blioteconomia Università del Piemonte Orientale
mer 20/2 ore 17.30
I “GESTI SMISURATI” DI ORLANDO PAZZO
Museo Borgogna di Vercelli
con Cecilia Gibellini Professore aggregato di letteratura italiana Università del Piemonte Orientale

Capodanno alternativo in provincia di Vercelli

abbazia sant'andrea vercelli capodanno 2018Com’è tradizione, due sono le proposte controcorrente per il capodanno 2018 in provincia di Vercelli.
Lunedì 31 dicembre, nell’intimità della cappellina del monastero di Roasio, le clarisse invitano a condividere con loro e con l’Arcivescovo l’Ufficio delle letture alle 23.15, concluso dal canto del Te Deum, poi la messa della notte alle 24. Al termine il solito, piacevole scambio di auguri nel salone degli incontri.
A Vercelli l’appuntamento è nell’abbazia di S. Andrea dove, alle 18.30, sarà celebrata la messa di ringraziamento con il canto del Te Deum. Per la notte la Fraternità della Trasfigurazione propone: alle 22.15 l’Ufficio delle letture; alle 23 “Un canto nella notte”, cui farà seguito, alle 24, la festa nel Piccolo Studio, all’interno del chiostro, condividendo ciò che ciascuno avrà portato da casa. Si può partecipare liberamente anche a una sola delle diverse in città.

A teatro a Vercelli per riflettere sulla società

Spettacolo Teatro Vercelli LampedusaRiparte a gennaio la stagione al Teatro Civico di Vercelli con il progetto Comuni Narrazioni della Fondazione Piemonte dal Vivo. Un ciclo di appuntamenti per approfondire le tematiche portate sul palco dagli spettacoli in programma così da amplificare i contenuti della stagione e riportare i cittadini vercellesi al centro di un dibattito culturale.
In particolare, mercoledì 9 gennaio alle ore 17.30, la professoressa Francesca Romana Paci, Professore Emerito di Letteratura Inglese e di Letterature Postcoloniali dell’Università Amedeo Avogadro del Piemonte Orientale converserà con il pubblico del Museo Archeologico sui temi dello spettacolo Lampedusa che andrà in scena al Teatro Civico sabato 12 gennaio.
Lampedusa, in scena la prima volta a Londra al Soho Theatre nell’aprile 2014, è un lavoro teatrale in un solo atto lungo di Anders Lustgarten, un’escursione coraggiosa nelle acque oscure della migrazione di massa e un racconto sulla sopravvivenza della speranza.
L’approfondimento del 9 gennaio con la professoressa Paci, richiamerà i contesti storici e sociali che collegano queste realtà drammaticamente critiche del nostro mondo di oggi.
Sempre sulla tematica “Sullo status Sociale e l’emancipazione” della quale fa parte lo spettacolo Lampedusa, Piemonte dal Vivo propone un’ulteriore riflessione a partire da un breve racconto dello scrittore vercellese Gian Luca Marino. Scritto ad hoc per la stagione teatrale di Vercelli, ne suggeriamo la lettura in attesa di andare a teatro.

SULLO STATUS SOCIALE
Testo di Gianluca Marino
per Comuni Narrazioni –Teatro Civico di Vercelli

Il grigiore della porta che tutte le mattine si spalancava per chiudersi. Una matricola, numeri. La busta paga a fine mese, le trattenute. Il liceo, l’università, ore passate a studiare sui libri per arrivare a fine mese. Poi però c’era il Natale, Pasqua, la tredicesima, e due settimane al mare. Il matrimonio, due figli, il mutuo della casa e il finanziamento della macchina. Tutto a rate, come la vita, come le pause caffè lunghe e interminabili. Si è dottori, funzionari. Poi un giorno, mentre il funzionario guardava dalla finestra ecco arrivare dal mare quel barcone carico di teste, di braccia, di gambe. Un immenso punto nero dentro uno scafo incolore. Non avevano una giacca, una cravatta e la camicia bianca. Tanti di loro avevano una laurea ma il funzionario non lo poteva sapere.
«Quelli non apriranno mai un conto in banca» pensò. Mentre usciva dalla sua prigione il funzionario guardò nel mucchio del carico umano e la vide. Lei sorrise. Era da tanto tempo che al funzionario le donne non sorridevano più. Lui non ricambiò. Nove mesi dopo, era Natale ma la tredicesima non era arrivata. Il funzionario bussò alla porta del suo capo per pretendere i suoi soldi. Gli servivano per comprare il telefonino nuovo e il tablet. Dietro la scrivania c’era una donna: riconobbe quel sorriso. Trenta giorni ci aveva messo la donna con il sorriso a diventare un capo. Trenta giorni di passione, di fatica, di ritmi e rituali. Al funzionario non erano bastati trent’ anni. La donna non sorrideva più, la sua vita si era regolata sui cicli dei numeri, delle matricole, delle buste paga. In quel momento era più forte e forse meno felice. Non sentiva più l’odore della sua terra, il sole che le accarezzava la pelle. Non godeva più delle forme dei suoi uomini che danzavano. Davanti a lei solo un funzionario in doppio petto, uguale ad altri cento funzionari, che voleva solo la sua razione.

Bio dell’autore Gian Luca Marino
Autore, giornalista e blogger, vive a Vercelli dal 1976 anno della sua nascita. Appassionato di storia, antropologia, mistero, fotografia e nuovi linguaggi di comunicazione, ha iniziato a scrivere nel 2008 per alcuni periodici locali continuando poi la collaborazione con testate giornalistiche cartacee e web, curando anche la direzione editoriale di alcune di esse. Abita a Vercelli ma per lavoro si sposta tra Torino e Milano. Porta sempre con sé una Moleskine nera dove annota febbrilmente tutto ciò lo attrae e non si separa mai dalla sua macchina fotografica e dal suo Iphone. Onnivoro lettore. A Vercelli ha inoltre tenuto corsi su blogging e Social per alcune associazioni culturali ed è consigliere del gruppo speleo-archeologico Teses. Il suo blog: gianlucamarinowriting.com