Torna l’Opera al Coccia di Novara

Riparte la stagione lirica del Teatro Coccia con un titolo contemporaneo. Il teatro novarese intensifica il suo interesse e la sua attenzione verso opere inedite e compositori contemporanei: venerdì 14 alle 20.30 e domenica 16 febbraio alle ore 16.00 prima esecuzione assoluta di Donna di Veleni, opera composta da Marco Podda su libretto di Emilio Jona. Direttore Vittorio Parisi, regia di Alberto Jona. Una storia che affonda le sue radici nel mondo popolare e nella Sicilia barocca. Un triangolo amoroso su cui domina una imponente figura femminile, sorta di grande madre e Acabadora, che guida i destini di vita, amore e morte. Un libretto lirico poetico che prende spunto a sua volta da antichi strabotti e ottave popolari. L’immaginario visivo è a cura di Cora De Maria (autore anche delle sagome originali) e Jenaro Meléndrez Chas, le scene sono firmate da Alice Delorenzi. Nel ruolo di Maria il soprano Júlia Farrés Llongueras, Ruggero è il tenore Danilo Formaggia, la Donna di Veleni è interpretata dal soprano Paoletta Marrocu, l’Amante è il tenore Matteo Mezzaro. Paesani, giovani, ragazzi sono i solisti dell’Accademia AMO del Teatro Coccia che tornano a calcare il teatro novarese mettendo in pratica le nozioni acquisite. Ombristi Elena CampanellaAlice De BaccoSamuel Maverick Zucchiati. Il coro è il San Gregorio Magno di Trecate, maestro Mauro Rolfi, in scena anche il Coro delle Voci Bianche del Teatro Coccia, maestri del coro Paolo Beretta e Alberto Veggiotti. L’opera è prodotta dalla Fondazione Teatro Coccia di Novara in collaborazione con Controluce Teatro d’Ombre.

Biella: una città in mostra

Per tutto il mese di febbraio il Museo del Territorio di Biella vedrà in mostra gli acquerelli del pittore pollonese Giorgio Marinoni. La mostra affronta un tema ancora poco sviluppato nella pittura locale (e in generale ) ovvero il realismo urbano. “Biella – Scorci di vita urbana” è il titolo scelto per l’esposizione che è stata inaugurata il primo febbraio scorso. Il tema affrontato parte dal vernissage della precedente mostra di Giorgio Marinoni, ai Villaggi d’Europa di Sordevolo nel Natale 2018 dedicata alla neve, curata da Gian Mario Tha come questa in programma, il quale non ha avuto timore di battezzare Marinoni come esponente di una scuola pittorica Biellese, perché ha senso parlare di una scuola pittorica locale. Addirittura si potrebbe restringere il campo geografico definendo una corrente pittorica “Pollonese”: si parte da Delleani, si attraversa Sandrun e si arriva a Placido Castaldi, il pittore della neve per eccellenza. E’ stato così che Giorgio Marinoni a termine della mostra di Sordevolo ha ragionato sui paesaggi urbani di Biella. I quadri urbani di Biella sono rispetto del territorio, delle genti che camminano in centro, delle auto che attraversano le strade di una città molto più bella della percezione che gli abitanti hanno di essa. Ci è voluto un po’ di coraggio per arrivare a raccontare portici, strade, buche colme di pioggia, ombrelli aperti e automobili, ma era il giusto gesto per non raccontare più solo le campagne e le montagne locali in pittura. Biella è montagna, neve, roccia, boschi, ma anche “urbe”. Afferma l’assessore alla Cultura Massimiliano Gaggino: “L’assessorato alla cultura è felice di aprire con una mostra di forte impatto territoriale, si tratta del primo evento di un progetto che vedrà nel 2020 il museo protagonista. Sono orgoglioso di ospitare nelle sale del Museo del Territorio un artista come Giorgio Marinoni, da sempre sono attratto dai suoi acquarelli e quelli esposti renderanno protagonista la nostra città, con scorci inediti e ricchi di contenuti”. Lingresso alla mostra è libero e gratuito, fino a domenica 1 marzo.

A Vercelli un San Valentino al museo

Al Museo Leone e al MAC – Museo Archeologico della Città di Vercelli, per la festa di San Valentino anche quest’anno torna “Se ami qualcuno… portalo al Museo Leone… e al MAC”. A partire da martedì 11 febbraio e fino a domenica 16 febbraio 2020 tutti coloro che si presenteranno in coppia pagheranno, in entrambi i musei, un solo biglietto d’ingresso. L’amore, infatti, da sempre è un potente stimolo a compiere grandi imprese, solletica la fantasia, ispira l’arte in tutte le sue forme. Molti reperti e opere dei due Musei sono portatori, seppur in modi diversi, di un’impronta d’amore, che si tratti di un’invenzione letteraria, di un mito scaturito da una tradizione che affonda le sue radici in un passato millenario, o di fatti storicamente documentati. La visita al Museo Leone e al MAC, in questa speciale occasione, porterà sicuramente i visitatori a riscoprire sentimenti e passioni che si celano dietro ad immagini, simboli e reperti messaggeri di un passato lontano. Per info: museoleone.it