Riprendono le visite al Castello di Pralormo

Una veduta suggestiva del Castello

Dopo il periodo di chiusura dovuto all’emergenza sanitaria per via del coronavirus, il Castello di Pralormo riapre al pubblico domenica 7 giugno 2020 con orario 10-18. Sono stati messi in atto degli accorgimenti nell’organizzazione delle visite che permettono l’accesso in sicurezza dei visitatori sia all’interno del Castello, con ingressi programmati in piccoli gruppi, che nel parco storico, con accessi contingentati in base all’affluenza. Il Castello quindi riapre con due proposte di visita: allietata da fioriture sempre diverse fra cui la rosa, regina assoluta, con varietà speciali come la “Variegata di Bologna” dalle screziature che rendono i fiori uno diverso dall’altro, la passeggiata si snoda tra alberi secolari, il laghetto delle rane, il rosmarino gigante, piante di limoni e sinuosi sentieri da cui si godono straordinari scorci sulle catene montuose circostanti. Nei viali del parco panchine per sostare e ascoltare i suoni della natura e musiche particolarmente suggestive. Nell’antica serra francese, bellissima costruzione del XIX secolo in ferro e vetro proveniente da Parigi, una collezione di orchidee e di felci. Inoltre per i bambini un burattino gigante che raffigura Pinocchio e tante scenografie e allestimenti per scattarsi simpatiche fotografie. La visita all’interno del Castello è guidata e si propone di illustrare ai visitatori alcuni dei principali ambienti, mostrando loro come si svolgeva la vita delle persone che vi lavoravano e vi abitavano nel periodo tra la metà del XIX° e l’inizio del XX° secolo. L’itinerario si snoda attraverso diversi ambienti,  penetrando nelle più intime zone della dimora: la Cantina, dedicata alle attrezzature per la vendemmia e la vinificazione; l’Office dove si conservano i servizi di ceramica e di porcellana, argenti e cristalli; la stanza dei domestici, dove il personale del Castello aveva il proprio tavolo da pranzo, l’armadio delle livree, la speciale stufa per i ferri da stiro. E ancora la cucina, con pentole di rame, mortai di pietra, tosta caffé, ghiacciaie, forme per i dolci e altri innumerevoli strumenti; il grande salone d’onore, l’ambiente più spettacolare del progetto che nella metà del 1800 ha trasformato la fortezza in dimora di rappresentanza: il pavimento è in mosaico alla veneziana e riprende i colori delle facciate interne mentre un sontuoso lampadario a candele rievoca le feste e i balli vissuti per più di 300 anni dalla stessa famiglia, che ancora oggi vive nel castello. Infine la camera da pranzo in stile neoclassico dove è apparecchiata la tavola per un’occasione importante; lo studio del Ministro Carlo Beraudo di Pralormo (1784-1855), ambasciatore a Vienna e a Parigi, decorata in stile pompeiano e ricca di testimonianza storiche; il salotto azzurro dove si conclude la visita le cui pareti e la volta, completamente dipinti a trompe l’oeil a motivo di tendaggio, danno all’ambiente un’atmosfera di intimità rievocando memorie antiche. Per entrambe le proposte alcuni prati sono a disposizione per i picnic portati dai visitatori sull’erba, ma vi è anche una zona attrezzata con tavoli e panche sotto altissimi porticati. Per rispettare le norme dettate dal Decreto della Giunta Regionale del Piemonte sono stati messi in atto degli accorgimenti che permettono l’accesso dei visitatori in sicurezza. Per le visite al parco sono previsti ingressi contingentati in base all’affluenza, mentre le visite all’interno del Castello sono programmate in piccoli gruppi. La visita del solo parco non richiede prenotazione. Per la visita del Castello si consiglia la prenotazione telefonica (dal lunedì al venerdì in orario 9-18 tel. 011 88 48 70 – sabato e domenica tel. 348 85 20 907). I biglietti si ritireranno e pagheranno al Castello.

A Biella riapre Spazio LILT

Palestra di Spazio LILT

Proteggere i cittadini biellesi contro il cancro da oggi sarà di nuovo possibile: ripartono in totale sicurezza gli ambulatori di prevenzione, diagnosi precoce, riabilitazione e le palestre di Spazio LILT a Biella.
Nelle ultime settimane, infatti, LILT Biella ha avviato la riorganizzazione dei suoi servizi che, a causa dell’emergenza sanitaria, erano stati bloccati lo scorso 8 marzo 2020. Due gli obiettivi che hanno guidato l’intera riorganizzazione delle attività: il mantenimento dei livelli di accoglienza ed assistenza e, al tempo stesso, il rispetto di tutte le normative di sicurezza al fine di tutelare pazienti e personale medico e sanitario. Nello specifico, sia per l’attività ambulatoriale che per l’attività motoria adattata cambiano le modalità e la concentrazione dei pazienti nelle sale d’attesa e nelle palestre per rispettare le norme relative al distanziamento. Tutti i medici, gli infermieri, i fisioterapisti e i chinesiologi di LILT Biella sono dotati di dispositivi di sicurezza, negli ambulatori e nelle palestre vengono utilizzate tutte le disposizioni atte alla prevenzione emanate dal Ministero della Salute e dai documenti regionali e la strumentistica appositamente pulita e disinfettata. Per entrare in Spazio LILT è necessaria la mascherina e, per la sicurezza di tutti, sarà misurata la temperatura. Con un valore superiore a 37.5° e/o in presenza di sintomi influenzali non sarà possibile effettuare la visita né entrare in struttura. I guanti non sono necessari, ma LILT Biella li raccomanda per ulteriore protezione personale. Invariate, invece, le modalità di prenotazione delle visite: al numero 015.8352111 oppure online all’indirizzo https://www.liltbiella.it/prenota-una-visita/ “Riaprire Spazio LILT in tempi così brevi è stato uno sforzo davvero importante per tutta la nostra associazione – ha commentato Mauro Valentini, Presidente di LILT Biella – Volontari, personale sanitario e non si sono messi, ancora una volta, a disposizione della collettività per proseguire nella mission di LILT Biella: lottare contro il cancro, arrivare prima della malattia attraverso la sensibilizzazione ai corretti stili di vita, batterla sul tempo attraverso la diagnosi precoce e garantire la migliore qualità di vita possibile a chi ha dovuto affrontarla attraverso la riabilitazione. Purtroppo il Covid19 ha rallentato la prevenzione dei tumori: si stima che le diagnosi in questo periodo siano state più che dimezzate. Per questo motivo abbiamo voluto reagire tempestivamente: per far in modo che i cittadini biellesi potessero tornare ad essere ancora più protetti e sicuri di prima. L’emergenza sanitaria ha portato alla ribalta un tema su cui, da sempre, siamo impegnati in prima linea: l’importanza della prevenzione come strumento basilare per la salute e il benessere di tutti. I nostri cancelli sono di nuovo aperti e, noi, di nuovo pronti ad accogliere la comunità. Certi che la salute sia un diritto per tutti“.

Al Museo Leone di Vercelli un viaggio tra i luoghi dell’anima

Il 7 giugno, in occasione della prima domenica del mese, come sempre a ingresso gratuito, al Museo Leone di Vercelli, aprirà al pubblico l’esposizione “Strade, pellegrini e luoghi sacri dall’antichità al contemporaneo”, nuovo allestimento del “Corridoio delle Cinquecentine” che ci porterà in viaggio sulle strade dei pellegrini dal mondo antico fino al secolo scorso. La mostra, in origine programmata per il mese di marzo era stata rinviata a causa dell’emergenza sanitaria che aveva portato alla temporanea chiusura del Museo. Vercelli è da sempre un luogo di passaggio, tappa ottimale per i pellegrini e i mercanti che attraversavano le Alpi verso il sud della nostra penisola, fino a Roma o persino oltre, in Puglia, dove si sarebbero imbarcati per la Terrasanta. Per questo motivo la città è sempre stata ricca di centri di accoglienza per i viandanti, dalle cauponae e mansiones di età romana agli ospedali medievali, come quello di S. Andrea di fronte all’omonima abbazia oggi conosciuto come salone Dugentesco, S. Giacomo di Albareto, proprietà dei Templari, S. Leonardo dei Cavalieri di san Giovanni di Gerusalemme e con una tradizione di ospitalità che continua ancora oggi nell’Hospitale Sancti Eusebi di vicolo Alciati, gestito dagli Amici della Via Francigena di Vercelli, e ancora l’Ostello del Pellegrino a Billiemme. L’esposizione con mappe, documenti, fotografie, volumi antichi e opere d’arte che vanno dal XIV secolo al Novecento, ci condurrà a Roma, a Gerusalemme e poi, col Cinquecento, ai Sacri Monti, con uno sguardo su Varallo e Oropa. Una sezione sarà inoltre dedicata a Vercelli e al suo territorio, con le devozioni locali: il patrono S. Eusebio, la Sindone, che dal 1543 al 1561 è stata ospitata proprio a Vercelli e l’imponente cero degli Ortolani, che fino almeno agli anni Settanta del Novecento era portato in processione in occasione della festa di Maria Maddalena. Un ultimo spazio è riservato ai pellegrini vercellesi, come il canonico Iginio Martorelli, parente di Camillo Leone vissuto nel XIX secolo, che ci lasciò testi a stampa compilati in seguito ai suoi pellegrinaggi sia in Italia sia in Terrasanta. Lo scopo dell’esposizione è quello, insomma, di ripercorrere un viaggio che può essere spirituale e religioso, ma anche una ricerca interiore mossa da intenti laici e di crescita personale, e osservare l’evoluzione della religiosità e dei cammini con uno sguardo alle tradizioni cittadine, siano esse legate alla devozione popolare locale, o a eventi storici di carattere più ampio. Il nuovo allestimento sarà visitabile nei normali orari di apertura del Museo di via Verdi 30 (dal martedì al venerdì dalle 15 alle 17,30, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18) e il costo sarà compreso in quello di ingresso. Per informazioni e prenotazioni: info@museoleone.it, telefono 0161253204 oppure 3348568194. Ricordiamo che per l’accesso al Museo Leone la prenotazione non è obbligatoria ma è consigliata allo scopo di poter meglio contingentare i gruppi di visita nell’ambito delle disposizioni sanitarie in essere.