Romantici all’Oasi Zegna

Concedersi una fuga di coppia dalla quotidianità, in un luogo capace di offrire bellezza e relax. Per chi pensa che il regalo più prezioso sia del tempo da trascorrere insieme, San Valentino diventa un pretesto per scoprire luoghi come l’Oasi Zegna. Dove il romanticismo lo offre la natura: la luna, la neve, le stelle, le montagne. E poi ci si diverte tra discese a due sugli sci, ciaspolate nei boschi, cene davanti al camino e brindisi a mollo, in una vasca idromassaggio panoramica. L’albergo Bucaneve è uno chalet in legno progettato negli anni Sessanta da Luigi Vietti, dove basta affacciarsi per risintonizzarsi con la natura. Lo sguardo dalla terrazza dell’albergo, nel punto più panoramico di Bielmonte, abbraccia la Pianura Padana fino alla cima del Monviso. Ma offre un bella vista sul paesaggio attorno anche la grande vasca idromassaggio in legno, nella terrazza coperta del centro benessere dell’albergo. Dalle essenze aromatiche ai suoni, dal letto di fieno ai vapori del bagno turco, ai trattamenti beauty per lui e per lei a base di erbe e fiori di montagna, qui tutto ha un effetto calmante e avvolgente. E nel weekend di San Valentino alle coppie che prenotano un massaggio rilassante il centro regala l’ingresso al percorso wellness. Anche lo chef Ernesto Tonetto del ristorante Bucaneve ha pensato a un menù speciale per le coppie che festeggiano nella sala ristorante davanti al fuoco del grande camino. S’inizia con ostriche e carpaccio di tonno, melagrano e aneto. Si prosegue con “Risotto alla barbabietola con gamberi”, seguito da “Tournedos di manzo gratinato con Parmentier e tartufo nero, servito con salsa all’arancia”. Passionale il dolce: una “crespella dal cuore piccante, polvere di lamponi e gelato ai frutti della passione”. Inseguendo i panorami più belli dell’Oasi Zegna, si prende la seggiovia monoposto che sale da Bielmonte al Rifugio Montemarca: sospesi in aria, su quest’impianto che riporta indietro nel tempo, la vista sul Monte Rosa è esclusiva. Il momento migliore è verso sera, quando dalla seggiovia si ammira la cima alpina con lo spettacolo del tramonto sullo sfondo. Arrivati in cima, ci si può fermare al rifugio per un aperitivo o per cena, ma l’esperienza più romantica è dormire in quota: la notte seduti in terrazza, muniti di coperte, si ammirano le stelle in un cielo al riparo da fonti luminose. Ma anche il risveglio, nella pace più totale, con l’incanto della neve e del panorama fuori e il profumo di dolci fatti in casa che arriva dalla cucina, è di quelli che non si dimentica. Dopo colazione, basta uscire dalla porta e si è già sulle piste, ancora intonse. Per chi non scia, il rifugio Monte Marca è un ottimo punto di partenza per escursioni nella neve, con o senza ciaspole. Se da soli non si è sicuri, il 16 febbraio è in programma un’escursione guidata con le racchette da neveorganizzata dagli esperti di montagna Overalp, che condurranno i partecipanti lungo i tracciati più suggestivi dell’Oasi Zegna. Offre una bella occasione alle coppie la Cascina Il Faggio nella campagna di Mosso, a pochi minuti di auto da Trivero, lontano dalle piste ma con un’ottima cucina e una piccola Spa. L’offerta San Valentino, valida da venerdì 14 a domenica 16 febbraio, comprende: 2 notti in camera doppia o familiare con colazione, ingresso al centro benessere per 2 persone (90 minuti), 2 cene degustazione, di 5 portate, venerdì 14 e sabato 15 e servizio di baby sitter per bambini 3-12 anni, per regalare una vera serata romantica ai genitori. Tutte le info su oasizegna.com

Torna l’Opera al Coccia di Novara

Riparte la stagione lirica del Teatro Coccia con un titolo contemporaneo. Il teatro novarese intensifica il suo interesse e la sua attenzione verso opere inedite e compositori contemporanei: venerdì 14 alle 20.30 e domenica 16 febbraio alle ore 16.00 prima esecuzione assoluta di Donna di Veleni, opera composta da Marco Podda su libretto di Emilio Jona. Direttore Vittorio Parisi, regia di Alberto Jona. Una storia che affonda le sue radici nel mondo popolare e nella Sicilia barocca. Un triangolo amoroso su cui domina una imponente figura femminile, sorta di grande madre e Acabadora, che guida i destini di vita, amore e morte. Un libretto lirico poetico che prende spunto a sua volta da antichi strabotti e ottave popolari. L’immaginario visivo è a cura di Cora De Maria (autore anche delle sagome originali) e Jenaro Meléndrez Chas, le scene sono firmate da Alice Delorenzi. Nel ruolo di Maria il soprano Júlia Farrés Llongueras, Ruggero è il tenore Danilo Formaggia, la Donna di Veleni è interpretata dal soprano Paoletta Marrocu, l’Amante è il tenore Matteo Mezzaro. Paesani, giovani, ragazzi sono i solisti dell’Accademia AMO del Teatro Coccia che tornano a calcare il teatro novarese mettendo in pratica le nozioni acquisite. Ombristi Elena CampanellaAlice De BaccoSamuel Maverick Zucchiati. Il coro è il San Gregorio Magno di Trecate, maestro Mauro Rolfi, in scena anche il Coro delle Voci Bianche del Teatro Coccia, maestri del coro Paolo Beretta e Alberto Veggiotti. L’opera è prodotta dalla Fondazione Teatro Coccia di Novara in collaborazione con Controluce Teatro d’Ombre.

Biella: una città in mostra

Per tutto il mese di febbraio il Museo del Territorio di Biella vedrà in mostra gli acquerelli del pittore pollonese Giorgio Marinoni. La mostra affronta un tema ancora poco sviluppato nella pittura locale (e in generale ) ovvero il realismo urbano. “Biella – Scorci di vita urbana” è il titolo scelto per l’esposizione che è stata inaugurata il primo febbraio scorso. Il tema affrontato parte dal vernissage della precedente mostra di Giorgio Marinoni, ai Villaggi d’Europa di Sordevolo nel Natale 2018 dedicata alla neve, curata da Gian Mario Tha come questa in programma, il quale non ha avuto timore di battezzare Marinoni come esponente di una scuola pittorica Biellese, perché ha senso parlare di una scuola pittorica locale. Addirittura si potrebbe restringere il campo geografico definendo una corrente pittorica “Pollonese”: si parte da Delleani, si attraversa Sandrun e si arriva a Placido Castaldi, il pittore della neve per eccellenza. E’ stato così che Giorgio Marinoni a termine della mostra di Sordevolo ha ragionato sui paesaggi urbani di Biella. I quadri urbani di Biella sono rispetto del territorio, delle genti che camminano in centro, delle auto che attraversano le strade di una città molto più bella della percezione che gli abitanti hanno di essa. Ci è voluto un po’ di coraggio per arrivare a raccontare portici, strade, buche colme di pioggia, ombrelli aperti e automobili, ma era il giusto gesto per non raccontare più solo le campagne e le montagne locali in pittura. Biella è montagna, neve, roccia, boschi, ma anche “urbe”. Afferma l’assessore alla Cultura Massimiliano Gaggino: “L’assessorato alla cultura è felice di aprire con una mostra di forte impatto territoriale, si tratta del primo evento di un progetto che vedrà nel 2020 il museo protagonista. Sono orgoglioso di ospitare nelle sale del Museo del Territorio un artista come Giorgio Marinoni, da sempre sono attratto dai suoi acquarelli e quelli esposti renderanno protagonista la nostra città, con scorci inediti e ricchi di contenuti”. Lingresso alla mostra è libero e gratuito, fino a domenica 1 marzo.