Antonio Saitta e Sergio Chiamparino

L’assessore Antonio Saitta e il presidente Sergio Chiamparino

La giunta regionale del Piemonte ha approvato l’atto che definisce l’impianto della nuova rete ospedaliera del Piemonte, la cui attuazione sarà – dopo l’approvazione da parte del ministero della Salute – il primo compito dei nuovi direttori generali delle Asl e delle Aso, nella primavera prossima.

“Il nostro obiettivo – ha detto il presidente Sergio Chiamparino – è riqualificare la spesa sanitaria riducendo gli sprechi che in questi anni hanno abbassato la qualità del sistema sanitario piemontese, per tornare ad investire sul territorio, sulle tecnologie più avanzate e sulla prevenzione”.

Chiamparino e l’assessore alla Sanità Antonio Saitta assicurano che per i cittadini non ci saranno rivoluzioni, questa revisione, cioè, non comporterà alcun disservizio per gli utenti, anzi: nei prossimi due anni porterà ad un reale aumento di efficienza nei reparti.

“Non ci saranno né licenziamenti, né riduzioni di personale: a partire dal 2015 ci saranno invece incrementi di personale medico ed infermieristico. «La nostra programmazione – dicono Chiamparino e Saitta – serve a valorizzare le numerose eccellenze della nostra sanità, ma soprattutto a garantire ai piemontesi un servizio sanitario che fermi l’emorragia di mobilità passiva verso altre Regioni».

Sia il presidente sia l’assessore assicurano infine che non ci sarà riduzione di posti letto nelle strutture ospedaliere bensì una diversa distribuzione che – sono parole di Chiamparino e Saitta – comporterà un aumento importante di posti letto di continuità assistenziale sull’intero territorio. In delibera ne sono stati indicati 1330 in più, presentati come una prima risposta alla richiesta di tante famiglie che dopo il ricovero ospedaliero chiedono soluzioni per gli ammalati, spesso anziani, prima del rientro in famiglia. «Questa – dicono – è la grande differenza rispetto alle scelte della precedente amministrazione regionale».

Questa la definizione della rete ospedaliera che riguarda il nostro territorio: il Maggiore della Carità di Novara sarà Dea di II livello o, in altri termini, ospedale “hub”; le strutture di Borgomanero, Vercelli, Biella e Domodossola o Verbania saranno Dea di I livello, i cosiddetti “Spoke”; le strutture di Borgosesia e Domodossola o Verbania saranno infine ospedali di base con pronto soccorso.

La decisione circa la collocazione a Domodossola o a Verbania del pronto soccorso rafforzato di servizi essenziali e del Dea di I livello sarà definita entro il 2015 a seguito di ulteriori valutazioni dopo il confronto con il territorio.

Il Presidio di Omegna “Centro Ortopedico di Quadrante – Coq” continuerà infine a svolge attività specialistica in Ortopedia e Riabilitazione.

Nell’area “Piemonte Sud-Est”, sarà valutato entro il 31 dicembre 2015 il mantenimento per la struttura ospedaliera di Casale Monferrato del Dea di I livello.