La protesta dei risicoltori in piazza Zumaglini

La protesta dei risicoltori in piazza Zumaglini

(c.c.) I produttori di riso di Piemonte e Lombardia fanno fronte comune (o quasi) contro le importazioni “a dazio zero” che penalizzano fortemente il settore. Da ieri Confagricoltura, Cia, Alleanza delle coop, aziende di trasformazione e mediatori stanno bloccando le contrattazioni alle principali borse merci del Nord Italia per richiamare l’attenzione sulla grave situazione venutasi a creare a seguito dell’aumento esponenziale di importazioni di riso lavorato dal cosiddetti paesi Pma (paesi meno avvantaggiati), soprattutto dalla Cambogia. Riso che, a seguito di accordi siglati in sede di Ue, entra nei Paesi membri a prezzi decisamente inferiori rispetto a quelli dei produttori italiani ed europei.

Il manifesto della protesta

Il manifesto della protesta

I risicoltori chiedono l’applicazione della “clausola di salvaguardia”, «ma la procedura – ha spiegato Paolo Carrà, presidente di Confagricoltura Vercelli-Biella e presidente di Ente Risi, sarà lunga e complessa. Dobbiamo mantenere viva l’attenzione dell’opinione pubblica su questo problema perché se il settore va in crisi ne risentirà l’intero sistema economico del territorio e, soprattutto, ne risentirà l’ambiente perché gli agricoltori, vere sentinelle del territorio, non saranno più in grado di compiere questo importante compito».

Dalla protesta delle piazze, che è iniziata ieri a Novara e si concluderà venerdì a Mortara, si è dissociata la Coldiretti che, pur condividendone l’obiettivo, ha scelto altri modi per denunciare il problema. Oggi, infatti, una delegazione di Coldiretti è a Roma per un incontro con il ministro delle Politiche agricole. Domani infine sarà a Vercelli, su invito dell’Amministrazione comunale, l’assessore regionale all’Agricoltura Bruno Ferrero.