Non solo panini tra una discesa e un’altra, ma vere e proprie occasioni per gustare, oltre al piacere dello sci, dell’aria buona e dei panorami, la cucina della tradizione. I rifugi, le locande e i ristoranti di Bielmonte (1.482 mt., nel Biellese), cuore sciistico dell’Oasi Zegna, sono ideali per provare questa esperienza, lasciandosi coccolare dal calore montano dei luoghi e delle persone. Il momento migliore per raggiungerli? Al calar del sole, quando i raggi infuocati incorniciano un panorama che abbraccia la Pianura Padana e le cime delle Alpi, dal Monte Rosa al Monviso. Sono molte le proposte per i visitatori che hanno la possibilità di fermarsi dopo una giornata dedicata allo sci, approfittando, perché no, dell’accoglienza delle strutture che offrono camere da letto. Ve ne proponiamo 4:
Il Rifugio Monte Marca oltre ai tavoli del ristorante dispone di altri 70 coperti nelle due ampie terrazze panoramiche, posizione perfetta per godersi lo spettacolo delle Alpi o, nelle prime ore del pomeriggio, il clima soleggiato di Bielmonte. La cucina si rifà alla tradizione piemontese, in cui gli stufati di carne sono i protagonisti insieme con la polenta prodotta con farina di mais macinata grossa da un mulino a pietra della zona. Carni, salumi, formaggi, frutta e verdura arrivano dalle aziende agricole del territorio secondo un principio inderogabile di filiera corta. Caratteristica interessante dell’Agriturismo Alpe Moncerchio (in inverno aperto solo nei weekend e nei festivi) è che i formaggi, primo fra tutti il Maccagno, così come le carni, i salami di toro e di capra, la mocetta, la pancetta e il lardo, sono di produzione propria: i gestori del rifugio, infatti, curano anche un allevamento di bovini di razza ‘Bruna Alpina’. I taglieri di prodotti tipici sono il fiore all’occhiello di questo ristoro e vanno abbinati a marmellata di fichi o di tiglio e ai piatti tradizionali, come il risotto al Macagn o le carni cucinate secondo le ricette di famiglia. Anche il Moncerchio è sulle piste da sci. E’ a due minuti a piedi dagli impianti di risalita, ha il calore di un tipico chalet di montagna, tutto pietra e legno, l’albergo ristorante Bucaneve. La struttura, recentemente ristrutturata, ha mantenuto intatto lo charme delle origini e i dettagli e il sapore creato nel 1963 dal famoso architetto Luigi Vietti, autore di molti progetti soprattutto a Cortina e in Costa Smeralda. Da non perdere la mattina è la colazione, preludio di una bella giornata di sci, a base di pani, brioche, dolci fatti in casa con lievito madre e farine poco raffinate. Il miele e le marmellate sono prodotti dell’Oasi. La terrazza panoramica, dove lo sguardo spazia tra boschi, prati e si perde nella distesa della Pianura Padana, è a disposizione degli ospiti del bistrot, felice ritrovo a tutte le ore del giorno. Le camere dell’hotel, tutte in legno, sono calde e intime, mentre il ristorante, dominato da un imponente camino, è guidato dallo chef Ernesto Tonetto che nel concepire i suoi piatti si lascia ispirare dai suggerimenti dell’ambiente circostante: boschi e pascoli, cime alpine, Valsessera e Pianura Padana, con le sue varietà di riso, vino e verdure.
Votata alla tradizione è sicuramente la proposta culinaria della locanda Bocchetto Sessera, nell’omonima bocchetta a qualche chilometro da Bielmonte. Nel menù da non perdere la bagna cauda, la polenta ‘moia’, preparata con il formaggio Maccagno e la panna; la selvaggina; il cervo con i mirtilli; il cinghiale con il cacao, piatti preparati secondo le ricette della tradizione montana biellese. A chilometro zero gli ingredienti, come il formaggio e il burro degli alpeggi dell’Oasi Zegna, la farina dei mulini biellesi e le erbe locali. In inverno la locanda è punto di partenza per itinerari con le ciaspole e sci di fondo. La Locanda Bocchetto Sessera ha origini ottocentesche: l’antica struttura era già adibita a punto di ristoro lungo la via della transumanza che i pastori percorrevano per raggiungere i pascoli della Valsessera e della Valsesia. Durante l’ultima guerra è stato uno dei luoghi emblematici della lotta partigiana.