Trentasette opere, scelte da Luca Massimo Barbero, che rappresentano il meglio della produzione artistica di Miro, Mondrian e Calder. L’esposizione, realizzata dal Comune di Vercelli e dalla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, con il supporto della Regione, presenta alcuni pezzi mai prestati fino ad oggi ad altri musei nel mondo

Luca Massimo Barbero ( a sinistra) e l'assessore alla Cultura Pier Giorgio Fossale

(c.c.) Fino al 10 giugno Vercelli ospiterà, nella struttura espositiva Arca (ex chiesa di San Marco), la mostra “I giganti dell’Avanguardia:Mirò, Mondrian, Calder e le collezione Guggenheim”. Questa mattina è stata aperta alla stampa e, dopo l’inaugurazione ufficiale, in programma oggi alle 18,30, da domani sarà aperta anche al pubblico.

La mostra, curata come le precedenti da Luca Massimo Barbero, ospita 37 opere tra dipinti e sculture, tutte sceltissime, che ricostruiscono in modo puntuale l’arco cronologico della carriera dei tre artisti. La loro provenienza è significativa del credito che oggi Arca e questo ciclo di mostre organizzate dal Comune di Vercelli in collaborazione con la Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia e con il supporto della Regione Piemonte gode in tutto il mondo e tra gli addetti ai lavori; a differenza delle precedenti mostre, infatti, le opere esposte non provengono solo dalle collezioni Peggy e Solomon R. Guggenheim, ma sono state concesse in prestito da altri importanti musei o appartengono a collezioni private. Per alcune di esse, inoltre, questa a Vercelli è la prima volta che vengono concesse in prestito espositivo.

I Guggenheim, si sa, sono stati esempio di collezionismo lungimirante delle avanguardie. Peggy e Solomon hanno scommesso su artisti che sono diventati pietre miliari della storia dell’arte del Novecento, collezionando opere che rappresentano oggi a tutti gli effetti le “radici” da cui sono nati i protagonisti dell’arte del XX secolo. Ed è proprio grazie a loro e alla loro smisurata passione per l’arte se oggi il pubblico può ammirare a Vercelli alcune tra le opere più significative della produzione artistica dei tre “giganti” ospitati.

Come ha detto Luca Massimo Barbero, «questa mostra presenta dei veri capolavori; trovo che portare qui dei pezzi minori sarebbe stato indecente, come qualcuno magari avrebbe fatto. Mi sono sempre battuto per portare dei pezzi molto importanti che addirittura il museo da cui provengono non presta a musei ben più importanti di un luogo effimero come l’Arca».

Il percorso espositivo è suddiviso in tre sale: la prima dedicata a Mondrian, la seconda a Mirò, l’ultima, definita dallo stesso curatore “la sala dei giocattoli” a Calder.

«Sono molto soddisfatto del risultato ottenuto – ha detto il direttore della Peggy Guggenheim Collection di Venezia, Philiph Rylands (che con Luca Massimo Barbero riceverà questa sera la cittadinanza onoraria di Vercelli) – e già il lavoro che stiamo facendo per la progettazione della sesta esposizione, l’anno prossimo, fa pensare ad un grande risultato».

Insomma, un grande impegno del curatore e dei responsabili dell’organizzazione di questo evento (il Comune e le sue strutture in particolare) che ci si augura trovi un adeguato riscontro da parte del pubblico.

La mostra, come detto, rimarrà aperta fino al 10 giugno, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19, il sabato e festivi dalle 8 alle 20.