gdf biella 7I Finanzieri della Compagnia di Biella, a conclusione di una vasta e articolata indagine volta al contrasto dell’evasione fiscale e del lavoro irregolare, hanno scoperto un innovativo fenomeno di illecita somministrazione di manodopera che era stata ideata da due società operanti sul territorio biellese nel settore delle onoranze funebri e che si perpetrava già da diversi anni.
Le due aziende biellesi, anche se ufficialmente risultavano imprese di onoranze funebri, di fatto operavano come vere e proprie Agenzie interinali del Lavoro, somministrando manodopera, con mansioni di “portantini funebri”, pur non essendo iscritte all’Albo Informatico delle Agenzie del Lavoro istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed in contrasto con la vigente normativa contemplata dal Decreto Legislativo n. 276/2003 (cd. Riforma Biagi), che punisce penalmente sia chi somministra, sia chi utilizza manodopera fornita da un soggetto non autorizzato. Infatti, oltre ad impiegare lavoratori in realtà privati dei diritti e delle garanzie riconosciute al personale regolarmente assunto, si svincolavano da tutti gli obblighi previdenziali ed assistenziali.
L’operazione denominata “STAFF LEASING”, conclusa in pochi mesi di indagini, trae origine da un controllo fiscale di “routine”, intrapreso nei confronti di un’impresa funebre, da cui si appurava che la stessa era addirittura senza dipendenti e che per l’esecuzione dei propri servizi si rivolgeva a due false società di collocamento biellesi per “affittare” portantini a basso costo e, soprattutto, meno oneroso ai fini previdenziali ed assistenziali.
Sulla base dell’esito di tale controllo, anche allo scopo di tutelare i lavoratori illecitamente impiegati, sono state avviate verifiche fiscali nei confronti delle due società biellesi “di collocamento” che facevano emergere un vero e proprio tariffario della manodopera da somministrare.
Di notevole ausilio alle indagini, oltre alla documentazione ufficiale, è stato il rinvenimento, nel corso di un accesso presso gli uffici amministrativi di una società, di un “quaderno extracontabile”, ben nascosto in un armadio, in cui, con precisione maniacale, erano annotati giornalmente sia il numero dei portantini forniti, sia l’impresa funebre committente.
Così elevata era la richiesta di manodopera che l’attività “interinale” delle due imprese si era ben ramificata, oltre che nel territorio biellese, anche nelle provincie di Vercelli, Novara, Torino, Varese, Verbania, Pavia, Milano, Asti, Massa ed Alessandria, con l’utilizzo di un cospicuo numero di “portantini” funebri, costituito principalmente da soggetti privati inquadrati, impropriamente, come lavoratori occasionali, i quali venivano reclutati mediante la stipula di falsi contratti di lavoro autonomo.
A conclusione delle indagini, sono 80 le persone denunciate a vario titolo all’Autorità Giudiziaria, di cui 2, principali artefici dell’illecito accertato, per aver svolto in modo abusivo un’attività di agenzia di somministrazione di lavoro e 78 i titolari delle imprese funebri per avere illecitamente utilizzato personale fornito da soggetto non autorizzato.
Nei confronti delle due società biellesi di collocamento abusive, i Finanzieri hanno constatato un’IVA evasa per 200 mila Euro, a fronte di corrispettivi percepiti non assoggettati a imposta, sfruttando indebitamente l’esenzione prevista per l’attività propria di agenzia funebre.
Oltre alle sanzioni tributarie, in capo agli amministratori delle due società somministratrici ed ai titolari delle imprese funebri utilizzatrici di manodopera, è scattata la segnalazione alla Direzione Territoriale del Lavoro di Biella, per l’applicazione dell’ammenda prevista dal Decreto Legislativo n. 276/2003, pari ad oltre 2 milioni di Euro, suddivisa tra somministratori ed utilizzatori, per l’illecito impiego di quasi 100 portantini in 6.000 giornate lavorative. Analoga segnalazione è stata inoltrata sia all’INPS che all’INAIL, per i mancati adempimenti previdenziali ed assistenziali a favore dei lavoratori irregolarmente utilizzati.
Inoltre, sono ancora in corso ulteriori indagini mirate ad impedire analoghi comportamenti fraudolenti, in materia di somministrazione di manodopera abusiva, oltre che nel biellese anche in altre provincie piemontesi e lombarde.
Continua l’impegno del Corpo nella lotta all’evasione fiscale e al contrasto del lavoro irregolare che, oltre a ledere i diritti dei lavoratori sottopagati ed impiegati senza alcuna tutela assistenziale e previdenziale, creano una concorrenza sleale a danno delle imprese commerciali che operano nella piena osservanza della legge.