Operazione della GdF di Vercelli

Operazione della GdF di Vercelli

(r.l.) Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Vercelli ha recentemente concluso una verifica fiscale nei confronti di una società attiva nell’importazione, nello stoccaggio e nel commercio all’ingrosso di legname semilavorato.
L’attività ispettiva ha permesso di svelare l’ingegnoso sistema adottato dall’azienda della azienda sottoposta a verifica, la quale, avvalendosi di “soggetti economici” esteri, di diritto comunitario ed extracomunitario, procacciava liquidità per le aziende amministrate attraverso la presentazione di fatture per operazioni inesistenti a vari istituti di credito operanti nella provincia di Vercelli e nelle provincie limitrofe.
L’artificio consisteva nel simulare importazioni di legname dai Balcani e dal continente africano, con l’interposizione di due soggetti giuridici, uno residente in Ungheria, riconducibile alla società italiana, e uno residente nello Stato del Delaware (Stati Uniti), riconducibile ad altro soggetto italiano compiacente, che fungevano da fornitori.
Le fatture di acquisto ricevute dall’azienda italiana, sfruttando una particolare forma di credito concesso alle imprese, denominato “anticipo import”, venivano presentate a vari istituti di credito che, sulla base della falsa documentazione ricevuta dal contribuente, erogavano l’importo del finanziamento, generalmente quantificabile nella somma indicata in fattura, su conti correnti siti fuori dai confini nazionali, ma di fatto riconducibili alla ditta vercellese.
La liquidità creata all’estero rientrava in possesso della società italiana attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti appositamente predisposte nei confronti dei medesimi soggetti esteri, e, una volta acquisita, reimpiegata in azienda per far fronte alle necessità della stessa.
Guardia di Finanza
La fraudolenta condotta posta in essere da parte dell’amministratore, in concorso con altri soggetti, veniva segnalata alla Procura della Repubblica di Vercelli per il reato di “mendacio bancario”, inoltre le attività di indagini proseguiranno, tese al riscontro di
eventuali danni patrimoniali arrecati agli istituti di credito coinvolti.
L’applicazione della recente normativa sui costi derivanti da un reato (art. 8 D.L. 16/2012),
prevede per l’imprenditore una sanzione tra il 25% ed il 50% dell’importo complessivo delle fatture per operazioni inesistenti annotate in contabilità, che in questo caso ammontano a 4.790.000 euro.

nazionale.