Vercelli e provincia

Provincia di Vercelli: per i giovani il “Progetto Leonardo” con tirocini all’estero

(r.l.) La Provincia di Vercelli lancia il bando per l’assegnazione di borse di studio per la realizzazione di tirocini all’estero.

Il progetto, promosso dall’assessorato Formazione Professionale della Provincia di Vercelli insieme alla Camera di Commercio di Vercelli e Consulta dell’Imprenditorialità giovanile di Vercelli, vuole favorire e supportare la mobilità dei giovani al fine di sviluppare abilità, conoscenze e competenze per promuovere l’inserimento nel mercato del lavoro italiano ed europeo. Continua >

Vercelli: aggrediscono un dentista dopo essere stati scoperti a rubare

I malviventi, un uomo e una donna pluripregiudicati, sono stati arrestati dalla polizia pochi minuti dopo la fuga. Erano entrati nello studio del professionista, in corso Libertà, spacciandosi per rappresentanti dell’Ente nazionale per la protezione degli animali

La polizia è prontamente intervenuta per arrestare i malviventi

E’ stata una paziente, che dalla sala d’aspetto aveva notato le mosse della coppia, ad avvisare il dentista. Scoperti, il Bafuma e la complice hanno aggredito il padrone di casa gettandolo a terra e sono poi fuggiti.

E’ subito stato dato l’allarme e fortuna vuole che poco distante dallo studio dentistico si trovasse l’ispettore Domenico Somma della Digos; questi, con l’appoggio di una pattuglia della Volante giunta prontamente sul posto, grazie alla descrizione fattagli dal medico ha ben presto individuato la coppia, poco distante dalla chiesa della Madonna degli Infermi, in via Lavini. Nel frattempo, come detto non erano passati più di tre minuti da quando era stato dato l’allarme, nello studio dentistico era stato rinvenuto il tesserino usato dal Bafuma per accreditarsi come rappresentante dell’Enpa: era effettivamente intestato al suo possessore, con la qualifica di socio sostenitore.

Il Bafuma e la Benvenuta dovranno rispondere di concorso in tentata rapina.

Vercelli: denunciate dalla polizia due truffatrici “molto per bene”

Facendo leva sul loro aspetto di persone assolutamente normali inducevano le loro vittime,  commercianti, ad anticipare il resto di una banconota che avrebbe poi dovuto portare loro il marito. Riconosciute in strada da una vercellese testimone di un episodio analogo a Casale

La polizia ha smascherato le due truffatrici

(c.c.) Tanto normali da indurre chiunque a crederle persone degne della massima fiducia. Ed è proprio su questo aspetto così tranquillizzante che puntavano due donne di mezza età, per la cronaca torinesi, per mettere a segno le loro truffe; sono state però fermate nei giorni scorsi a Vercelli dalla polizia dopo aver fregato l’ennesimo commerciante.

Il cosiddetto “modus operandi” era sempre lo stesso: concordavano l’acquisto di un prodotto del valore di qualche centinaio di euro e, al momento di pagare, dicevano di non avere contante. A quel punto però telefonavano, o facevano finta di telefonare, ad una persona spacciata per marito di una delle due pregandolo di raggiungerle al negozio con una banconota da 500 euro per pagare il conto; nel frattempo, però, facendo le va sui loro modi gentili e su quell’aspetto di persone così per bene, chiedevano al commerciante se poteva anticipare loro il resto, quasi sempre di 200 euro: niente di troppo impegnativo per il negoziante che veniva rassicurato proprio dal fare decisamente di persona qualunque delle donne, che si spacciavano anche per la moglie di questo o di quel noto personaggio della città. Ovviamente, una volta ricevuto il denaro, si dileguavano lasciando il commerciante ad attendere invano chi avrebbe dovuto portargli il pezzo da 500. Continua >