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Un viaggio in… equilibrio

Veronica Ramella, Maestra e terapista Yamay

«YAMAY è prima di tutto una parola palindroma; si può leggere da destra a sinistra e da sinistra a destra. AMA, il cuore della parola: ama te stesso e ama il prossimo. E ancora, le due A sono le iniziali della parola Acqua e della parola Aria, gli elementi che utilizzo per far star bene le persone. La M simboleggia il movimento, il massaggio e, dentro di sé, racchiude la V di vero e Veronica, il mio nome. La Y iniziale e quella finale si riferiscono a diversi elementi; Y di ying e yang posizionati all’inizio e al termine della parola per sigillare la parola stessa e per darle equilibrio. Rappresentano la dualità, l’unione e la coesistenza di bene e male, bianco e nero. Anche nella Y è racchiusa la V di Veronica, di “vero”. Parole che uniscono e che si uniscono in un equilibrio armonioso, su infiniti livelli». Veronica Ramella, terapista e ideatrice della tecnica “Yamay”, spiega così gli elementi cardine della sua disciplina, di cui terrà dimostrazione in diversi appuntamenti nell’Oasi Zegna: il primo si è tenuto sabato 8 giugno (incontro “Il Cuore” allo Chalet Bielmonte), i prossimi saranno sabato 24 agosto (“Il Sorriso” all’ Agriturismo Margosio) e sabato 31 agosto (“L’Acqua” all’ Albergo Bucaneve). Per tutti gli appuntamenti, che proseguiranno con un’apericena, l’accoglienza è alle 16.30. Il corso è concepito per aiutare i partecipanti a trovare, attraverso l’ascolto di sé, un giovamento fisico, psichico e spirituale, e provare un immediato senso di leggerezza, serenità e benessere. Durante il seminario si sperimenteranno semplici tecniche per recuperare il rapporto con il proprio corpo, la mente e lo spirito. Attraverso la camminata, a cui verranno uniti momenti di respirazione e di meditazione, i partecipanti saranno aiutati in modo dinamico a ritrovare l’equilibrio e l’armonia interiore sciogliendo blocchi emotivi e tensioni. Da portare con sé: un materassino e una bottiglietta d’acqua. Si consiglia d’indossare vestiti comodi. Il corso è rivolto ad adulti e ragazzi dai 15 anni in su. Info su www.oasizegna.com

La formazione gratuita di Città Studi Biella

Con ottimi risultati ripartono i corsi professionali gratuiti che Città Studi Biella propone ai disoccupati nell’ambito della Direttiva Regionale “Mercato del lavoro”, finalizzata alla lotta contro la disoccupazione. Infatti, dati alla mano, ad un anno dal termine dei corsi della passata edizione, le percentuali di occupazione nel mondo del lavoro sono lodevoli. Tanto è vero che il 48% degli studenti iscritti lo scorso anno alla Direttiva Regionale “Mercato del lavoro” di Città Studi hanno già in mano un contratto a tempo determinato; invece il 14% sta portando avanti un tirocinio e il 15% svolge un lavoro sotto forma di apprendistato. Solo un 19% è ancora in cerca di occupazione contrariamente ad un 5% che sta già lavorando sotto contratto a tempo indeterminato. Anche quest’anno Città Studi propone la direttiva regionale con dei corsi diurni rivolti a disoccupati che abbiano compiuto 18 anni (sono ammessi giovani di 17 anni con Qualifica professionale o altro titolo di studio secondario solo per i corsi post diploma) e un corso serale, invece, rivolto a giovani e adulti occupati e disoccupati con pregressa esperienza lavorativa nel comparto di riferimento. Nel dettaglio per l’anno formativo 2019/20 l’offerta si compone di 8 corsi complessivi (1 serale e 7 diurni), suddivisi a seconda dei requisiti in ingresso dei partecipanti. I corsi sono caratterizzati da un periodo di stage in azienda che consente agli allievi di mettere in pratica quanto appreso durante le lezioni teoriche in aula e di relazionarsi da subito con il contesto lavorativo del settore professionale scelto. Inoltre, i corsi si arricchiscono di prestigiosi partner che garantiscono degli stage di qualità. Sono quindi aperte le pre-iscrizioni per tutti gli otto corsi di formazione professionale, di cui quattro sono i corsi post diploma, tutti diurni, che rilasciano un Attestato di Specializzazione.
Tutti i corsi presentati sono gratuiti, in attesa di finanziamento da parte della Regione Piemonte, e sono rivolti a persone di entrambi i sessi. E’ prevista una selezione in ingresso per tutti i corsi.

Ne parliamo su City4you ogni giovedì alle 10.45 insieme a Giorgia Ciabattini, responsabile della comunicazione e del marketing di Città Studi Biella.

https://www.cittastudi.org/corsi-professionali-gratuiti

Un’estate a caccia di erbe

Mina Novello con le sue erbe

«Se ami davvero i fiori, devi chiamarli con il loro nome». Parte da questa semplice considerazione paterna il percorso che ha condotto Mina Novello, negli anni, ad approfondire la conoscenza dei fiori e delle piante che crescono spontaneamente dal terreno nel Biellese, e soprattutto nell’area che ricade entro il perimetro dell’Oasi Zegna.
Laureata in economia, un trascorso da insegnante di matematica e scienze, Mina Novello guida gruppi di persone all’interno del parco naturale di Bielmonte alla scoperta delle erbe spontaneee degli infiniti modi che ci sono per portarle in tavola. Il periodo estivo, come ogni altro, porta con sé una varietà di vegetali da raccogliere e da usare in cucina. «Ci sono erbe riconoscibili da tutti – racconta Mina – come l’ortica, il tarassaco (anche detto “soffione”) che tutti, da bambini, abbiamo imparato a conoscere. Oltre a essere commestibilissime, hanno proprietà mineralizzanti e depurative. Ci sono anche piante velenose, chiaramente: avventurarsi alla ricerca di specie particolari, come la radice di genziana, pianta che può essere facilmente scambiata con il veratro (che cresce nelle stesse condizioni ambientali ma è velenoso) può comportare rischi. Anche la cicuta, già ben nota alla cultura popolare, è velenosa. Diciamo che, in linea di massima, ci si può far consigliare dal proprio naso, e dal buonsenso. Un buon metodo è quello di impratichirsi con le erbe più comuni, per poi cimentarsi con quelle più particolari». L’estate ha i suoi frutti, e anche le sue erbe. «In questo periodo – spiega Mina Novello – possiamo raccogliere ortiche. Il malgaro le taglia perché nei pressi degli alpeggi crescono molto rigogliose, ma le punte sono sempre tenere e buone da mangiare. L’acetosa, che chiamiamo anche “erba brusca” per via della sua caratteristica punta di acidità, ricresce rapidamente a ogni sfalcio, anche quando le mucche l’hanno ridotta al livello del terreno: dopo due settimane è di nuovo lì, ed è anche molto dissetante. È buonissima nella fonduta di maccagno, una ricetta tipica della Valsessera. Ancora, ci sono i fiori di trifoglio alpino, sferici, con tonalità che virano dal rosa al violaceo. Sono ottimi fritti in pastella, o nella minestra di riso e latte. E poi il buonenrico, uno spinacio di montagna che si raccoglie sempre, anche quando la pianta è fiorita. Si adatta benissimo ai risotti, alle torte salate, alle minestre… In linea di massima lo si può usare come gli spinaci comuni. Il crescione, abbondante nei rigagnoli che scendono numerosi dalle montagne ed è ottimo nelle insalate. L’alchemilla, una pianta molto graziosa anche nell’aspetto, le cui foglie sembrano piegate a ventaglio. Qui la chiamiamo “erba della rugiada”: al mattino, da ogni piega del ventaglio sporge una goccia di rugiada. Le foglie, anche in questo caso, si aggiungono alle insalate» Per saperne di più: www.oasizegna.com