Cultura

San Valentino 2019 a Vercelli

San Valentino 2019 al Museo Leone di VercelliPer la settimana di San Valentino, da martedì 12 a venerdì 17 febbraio, le coppie che si presenteranno al Museo Leone di Vercelli potranno visitarlo con un solo biglietto d’ingresso!

…e non finisce qui…

Giovedì 14 febbraio alle 21 e poi domenica 17 febbraio alle 17, nella Sala delle Cinquecentine, Valeria Bosco, poliedrica artista novarese, e Roberto Sbaratto, insieme al violino di Bruno Raiteri, proporranno A.M.O.R.E, una selezione di lettere di innamorati e amanti: un piccolo assaggio di una sconfinata messe di parole versate tra la gioia e le lacrime dell’amore.

Spettacolo su prenotazione
0161 253204 (orari ufficio) – 334 8568194 (da Venerdì pomeriggio)

Ingresso: € 12,00 fino ad esaurimento posti.

“Ricordi senza nome” dal 19 Gennaio al Museo Leone di Vercelli

Il Museo Leone di Vercelli, oltre a conservare le ricche collezioni del notaio Leone, custodisce anche le opere e le raccolte dell’Istituto di Belle Arti, tra le quali spicca per interesse un vasto archivio fotografico. Ne fanno parte molte immagini, risalenti a un periodo che va dalla fine dell’Ottocento alla prima metà del Novecento, molte delle quali ancora conservate sulle originarie lastre di vetro o sulle prime, antiche pellicole. Negli ultimi mesi, grazie anche alla perizia e alla disponibilità dello storico fotografo vercellese Pier Luigi Fiorini, si è provveduto alla loro digitalizzazione, che ha permesso di fare riemergere volti, paesaggi, monumenti e città, molti dei quali difficili da riconoscere. Per questo il Museo Leone ha deciso di chiedere aiuto ai Vercellesi che potranno osservare le fotografie in Casa Alciati, in una esposizione dal titolo “Ricordi senza nome: fotografie ritrovate dall’Archivio dell’Istituto di Belle Arti”. I visitatori saranno invitati a fare un viaggio nella loro memoria o più semplicemente a segnalare le loro impressioni sulle fotografie, annotando su un’apposita cartolina consegnata all’ingresso, i nomi delle persone ritratte, i luoghi o gli eventi fissati nelle immagini ed eventualmente riconosciuti. L’esposizione fotografica, che rientra nel Progetto Dedalo – Percorsi della Meraviglia e dello Stupore, aprirà sabato 19 gennaio presso la Sala d’Ercole di casa Alciati e sarà gratuitamente visitabile nei giorni di apertura del Museo Leone (dal martedì al venerdì dalle 15 alle 17,30, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18).
Le fotografie esposte, in quanto riproduzioni, saranno acquistabili.
Il Museo Leone partecipa al progetto Dedalo, un tavolo di lavoro collaborativo il cui ente capofila è l’ASL di Vercelli, attorno al quale si progettano attività e iniziative a favore della salute. Ma soprattutto Dedalo è un progetto che propone ai cittadini vercellesi iniziative per aiutarli ad occuparsi della propria salute attraverso la corretta alimentazione, il muoversi insieme, la scoperta del territorio e la cultura, perché è importante non dimenticare di allenare anche la mente.

A teatro a Vercelli per riflettere sulla società

Spettacolo Teatro Vercelli LampedusaRiparte a gennaio la stagione al Teatro Civico di Vercelli con il progetto Comuni Narrazioni della Fondazione Piemonte dal Vivo. Un ciclo di appuntamenti per approfondire le tematiche portate sul palco dagli spettacoli in programma così da amplificare i contenuti della stagione e riportare i cittadini vercellesi al centro di un dibattito culturale.
In particolare, mercoledì 9 gennaio alle ore 17.30, la professoressa Francesca Romana Paci, Professore Emerito di Letteratura Inglese e di Letterature Postcoloniali dell’Università Amedeo Avogadro del Piemonte Orientale converserà con il pubblico del Museo Archeologico sui temi dello spettacolo Lampedusa che andrà in scena al Teatro Civico sabato 12 gennaio.
Lampedusa, in scena la prima volta a Londra al Soho Theatre nell’aprile 2014, è un lavoro teatrale in un solo atto lungo di Anders Lustgarten, un’escursione coraggiosa nelle acque oscure della migrazione di massa e un racconto sulla sopravvivenza della speranza.
L’approfondimento del 9 gennaio con la professoressa Paci, richiamerà i contesti storici e sociali che collegano queste realtà drammaticamente critiche del nostro mondo di oggi.
Sempre sulla tematica “Sullo status Sociale e l’emancipazione” della quale fa parte lo spettacolo Lampedusa, Piemonte dal Vivo propone un’ulteriore riflessione a partire da un breve racconto dello scrittore vercellese Gian Luca Marino. Scritto ad hoc per la stagione teatrale di Vercelli, ne suggeriamo la lettura in attesa di andare a teatro.

SULLO STATUS SOCIALE
Testo di Gianluca Marino
per Comuni Narrazioni –Teatro Civico di Vercelli

Il grigiore della porta che tutte le mattine si spalancava per chiudersi. Una matricola, numeri. La busta paga a fine mese, le trattenute. Il liceo, l’università, ore passate a studiare sui libri per arrivare a fine mese. Poi però c’era il Natale, Pasqua, la tredicesima, e due settimane al mare. Il matrimonio, due figli, il mutuo della casa e il finanziamento della macchina. Tutto a rate, come la vita, come le pause caffè lunghe e interminabili. Si è dottori, funzionari. Poi un giorno, mentre il funzionario guardava dalla finestra ecco arrivare dal mare quel barcone carico di teste, di braccia, di gambe. Un immenso punto nero dentro uno scafo incolore. Non avevano una giacca, una cravatta e la camicia bianca. Tanti di loro avevano una laurea ma il funzionario non lo poteva sapere.
«Quelli non apriranno mai un conto in banca» pensò. Mentre usciva dalla sua prigione il funzionario guardò nel mucchio del carico umano e la vide. Lei sorrise. Era da tanto tempo che al funzionario le donne non sorridevano più. Lui non ricambiò. Nove mesi dopo, era Natale ma la tredicesima non era arrivata. Il funzionario bussò alla porta del suo capo per pretendere i suoi soldi. Gli servivano per comprare il telefonino nuovo e il tablet. Dietro la scrivania c’era una donna: riconobbe quel sorriso. Trenta giorni ci aveva messo la donna con il sorriso a diventare un capo. Trenta giorni di passione, di fatica, di ritmi e rituali. Al funzionario non erano bastati trent’ anni. La donna non sorrideva più, la sua vita si era regolata sui cicli dei numeri, delle matricole, delle buste paga. In quel momento era più forte e forse meno felice. Non sentiva più l’odore della sua terra, il sole che le accarezzava la pelle. Non godeva più delle forme dei suoi uomini che danzavano. Davanti a lei solo un funzionario in doppio petto, uguale ad altri cento funzionari, che voleva solo la sua razione.

Bio dell’autore Gian Luca Marino
Autore, giornalista e blogger, vive a Vercelli dal 1976 anno della sua nascita. Appassionato di storia, antropologia, mistero, fotografia e nuovi linguaggi di comunicazione, ha iniziato a scrivere nel 2008 per alcuni periodici locali continuando poi la collaborazione con testate giornalistiche cartacee e web, curando anche la direzione editoriale di alcune di esse. Abita a Vercelli ma per lavoro si sposta tra Torino e Milano. Porta sempre con sé una Moleskine nera dove annota febbrilmente tutto ciò lo attrae e non si separa mai dalla sua macchina fotografica e dal suo Iphone. Onnivoro lettore. A Vercelli ha inoltre tenuto corsi su blogging e Social per alcune associazioni culturali ed è consigliere del gruppo speleo-archeologico Teses. Il suo blog: gianlucamarinowriting.com