Cronaca e attualità

Dalla Sabauda opere “in tour” anche a Biella, Vercelli e Novara

G. A. Bazzi detto Sodoma:  Morte di Lucrezia (Galleria Sabauda)

G. A. Bazzi detto Sodoma: Morte di Lucrezia (Galleria Sabauda)

Dal 29 maggio al 7 settembre alcune tra le più belle opere custodite alla Galleria Sabauda di Torino andranno “in tour” in 14 comuni piemontesi, ospitati in 18 sedi espositive. “Sabauda in tour per le città” è proprio il nome dato a questa iniziativa promossa dal museo torinese in accordo con la soprintendenza regionale ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte in contemporanea con la chiusura, nei prossimi mesi e fino ad inizio dicembre, della Manica Nuova di Palazzo Reale per lavori di ristrutturazione. A seguire l’allestimento nelle singole sedi sono stati i funzionari responsabili di zona della Soprintendenza.
Anche Vercelli, Biella, Novara e Varallo ospiteranno alcune opere: al Borgogna di Vercelli arriveranno due tavole di Gaudenzio Ferrari raffiguranti rispettivamente San Giovanni Battista e San Pietro con donatore, e una del Sodoma raffigurante la Morte di Lucrezia; a Varallo un’altra opera di Gaudenzio Ferrari, la Crocifissione; a Biella, nel Palazzo Comunale, la Venere del Botticelli e a Novara, nella Galleria Giannoni sarà esposta una pala d’altare di Giovanni Maria Crespi detto il Cerano: si tratta di “San Francesco e san Carlo davanti alla statua della Madonna di San Celso”.

A Santhià il giorno dei funerali delle vittime della strage sarà lutto cittadino

Lorenzo Manavella

Lorenzo Manavella

(r.l.) Ha agito da solo Lorenzo Manavella quando ha ucciso i nonni e la zia, giovedì scorso nella villetta di via Marconi a Santhià : Lorenzo, 25 anni, ha ammesso, nel lungo interrogatorio in caserma a Vercelli, di essere l’autore del triplice omicidio. Il giovane, quando ha commesso l’efferato delitto,  era sotto l’effetto di cocaina.  Il movente potrebbe ricercarsi nell’impellente necessità di soldi che aveva il ragazzo, forse per sanare un debito con uno spacciatore.
Lorenzo ora è in carcere con l’accusa di omicidio plurimo e rapina aggravata. Non è in isolamento. Oggi verrà assegnato l’incarico ai periti per fare le autopsie. Domani è prevista l’udienza di convalida del fermo.
Intanto il giorno dei funerali di Tullio, Pina e Patrizia Manavella a Santhià l’amministrazione comunale proclamerà il lutto cittadino. Lo ha annunciato  il sindaco Angelo Cappuccio, anche se la data delle esequie non è ancora stata comunicata: deve essere effettuata prima l’autopsia sul corpo delle tre vittime.

Santhià: alla ricerca dei perchè di una strage

Lorenzo Manavella in un'immagine di qualche anno fa con i nonni

Lorenzo Manavella in un’immagine di qualche anno fa con i nonni  Tullio e Pina

(c.c.) – Da Santhià a Venezia. Tanto è durata la fuga di Lorenzo Manavella, il giovane ventiquattrenne colpevole dell’omicidio dei suoi nonni e della zia: Tullio Manavella, 86 anni, la moglie Pina Bovo, di 78, e Patrizia Manavella, 56 anni, impiegata di banca. Alla stazione di Santa Lucia ieri sera Lorenzo ha deciso di costituirsi: evidentemente il peso di ciò che aveva fatto era per lui ormai insopportabile. E infatti agli agenti della Polfer, ai quali si era presentato, appariva in stato confusionale, quasi sotto shock: ripeteva «li ho uccisi io. Sono qui perché non voglio costituirmi a Vercelli». I suoi vestiti erano ancora sporchi di sangue.

Non sembra avere spiegato i motivi del suo gesto, o forse i carabinieri, che lo hanno poi arrestato, non hanno dato notizia delle sue parole prima del suo interrogatorio da parte del procuratore capo di Vercelli Paolo Tamponi, in programma oggi.

Nulla, nel suo comportamento dei giorni passati, faceva comunque presagire ad una tragedia di queste dimensioni anche perché, i vicini e i conoscenti, lo descrivono come un ragazzo molto attaccato ai nonni. Lui stesso, sulla sua pagina di Facebook, postava frasi di affetto nei loro confronti tale da far credere che, anzi, fossero proprio solo loro lo sfogo affettivo di un ragazzo che, dietro quel suo essere sopra le righe in alcune occasioni, solitario in altre, come rivelano i suoi messaggi, nascondeva un forte disagio. Adesso su di lui emergono storie di droga; si dice si lamentasse dei pochi soldi in tasca. Cose che solo gli inquirenti potranno chiarire e che, comunque, poco serviranno a giustificare il gesto e a placare il rimorso del ragazzo. Il padre di Lorenzo, Luca, lui sì avrà un grosso peso da portarsi appresso in futuro. E a questo proposito vengono alla mente altri casi come questo accaduti in un recente passato: senza andare troppo lontano da Santhià, a molti tornerà il ricordo di quanto successe a Vercelli 39 anni fa, la storia di Doretta Graneris, e un’altra tragedia familiare avvenuta qualche anno più tardi a Tricerro, altro paese della Bassa vercellese. Fatti di sangue che hanno segnato la cronaca di questa parte di Piemonte.