Cronaca e attualità

Svolta nelle indagini a Vercelli: fermata la figlia

E’ stata condotta al carcere di Billiemme e sottoposta a fermo Cristina Carenzo, la figlia di Franca Ranghino, la donna di 81 anni uccisa in via Walter Manzone il cui corpo era stato ritrovato proprio dalla figlia questa mattina nella villetta a schiera dove abitava sola dopo la morte del marito Luciano Carenzo, noto commercialista cittadino. E’ questa l’ultima clamorosa svolta del caso che, dalle prime ore di oggi, ha sconvolto l’opinione pubblica vercellese e l’intero rione Canadà. Al momento non trapelano ulteriori particolari quindi non è dato sapere se il fermo sia conseguente ad una confessione della Carenzo o alle deduzioni del magistrato inquirente. E’ probabile, nelle prossime ore, una conferenza stampa di procura e questura. Continua >

MORTE SOSPETTA DI UNA OTTUAGENARIA A VERCELLI: SI TEME UN OMICIDIO

Nella foto di G. Morera la via dove risiedeva la donna

Nella foto di G. Morera la via dove risiedeva la donna

Il cadavere di una donna ultra ottantenne è stato rinvenuto nella mattinata di oggi, giovedì 7 aprile, nella sua abitazione, una villetta a schiera in via Walter Manzone a Vercelli. Secondo le prime indiscrezioni si tratterebbe di Franca Ranghino, e il corpo sarebbe stato scoperto dalla figlia che ha subito dato l’allarme. La zona è al momento presidiata da numerose vetture della polizia che non consentono a nessuno di avvicinarsi. Sono all’opera gli uomini della scientifica. Le condizioni in cui è stato rinvenuto il corpo portano a non escludere l’ipotesi dell’omicidio, ma per ora il riserbo degli inquirenti è assoluto.

Rapina alla Meeting Art di Vercelli: presi i malviventi

La conferenza stampa in questura

La conferenza stampa in questura

Professionisti del crimine, con una lunga carriera, è il caso di dirlo vista l’età, alle spalle. Sono gli autori della rapina messa a segno lo scorso 19 gennaio alla casa d’aste Meeting Art di Vercelli. Gli investigatori della squadra mobile della Polizia di Stato li hanno individuati ed assicurati alla giustizia grazie ad indagini precise, ad intercettazioni ambientali e, soprattutto, al coraggio dei dipendenti della casa d’aste la cui reazione ha permesso di riconoscere uno dei due rapinatori. Continua >