funivie oropaLa città non vuole rinunciare alla cestovia del monte Camino e si impegna perché la chiusura tecnica del 30 aprile 2016 sia solo uno stop temporaneo. Ma perché il salvataggio vada in porto, è necessaria la discesa in campo dei biellesi, soprattutto di quelli innamorati della montagna: a loro sarà richiesto un gesto concreto, l’adesione a una raccolta fondi che giustificherà l’impegno della pubblica amministrazione. Senza il raggiungimento di una certa quota dei 400mila euro necessari, manifestazione diretta dell’interesse della collettività a tenere in vita lo storico impianto, la cestovia verrà dismessa e i fondi raccolti verranno utilizzati per continuare a far funzionare la funivia Oropa-lago del Mucrone, che si avvicina a una scadenza tecnica inevitabile e onerosa nel 2021.

L’intervento del Comune.
Il Comune oggi è pronto a impegnarsi per garantire lo svolgimento dei lavori di restauro necessari a mantenere in vita la cestovia del Camino. «Proporremo al consiglio comunale, a partire dalla commissione consiliare in programma mercoledì prossimo, l’acquisto a prezzo simbolico da parte della città dell’impianto, lasciando la gestione alla Fondazione Funivie Oropa» spiega il sindaco Marco Cavicchioli. «In questo modo avremo titolo per intervenire direttamente dal punto di vista economico e sostenere i costi del restauro. Ma, in accordo con la Fondazione Funivie Oropa, vogliamo che il nostro impegno sia non solo sostenuto dal consiglio comunale ma anche dai cittadini biellesi e da tutte le istituzioni che hanno a cuore il territorio. Se davvero ritengono che la cestovia del Camino sia un patrimonio della nostra terra, è giunto il momento di dimostrarlo con i fatti. Per ogni euro donato dai cittadini ci impegniamo a investire fino a 3 euro».

La raccolta di fondi. Il modo per dimostrare impegno sarà l’adesione alla raccolta di fondi che la Fondazione Funivie Oropa lancerà a partire dal 30 aprile, giorno di chiusura forzata dell’impianto. «È una prospettiva, se vogliamo, educativa» sottolinea Andrea Pollono, presidente della fondazione. «Per la prima volta richiediamo un gesto diretto di responsabilità da parte dei biellesi e di tutte le persone che conoscono la cestovia e ne hanno a cuore il destino, che vogliono resti in funzione. E per la prima volta l’intervento degli enti pubblici è subordinato all’impegno dei cittadini: saranno loro a dover dimostrare quanto tengono alla sopravvivenza della cestovia». L’obiettivo da raggiungere è stato fissato a 100mila euro, circa un quarto della cifra necessaria a completare il restauro. Per le donazioni sarà attivata una piattaforma di crowdfunding, in modo da poter ricevere i contributi anche attraverso internet. Ma saranno le benvenute anche altre iniziative per una raccolta più tradizionale, che lo stesso presidente Pollono ha intenzione di stimolare direttamente. «Sappiamo» prosegue Pollono «che la cestovia è un impianto nel cuore di moltissime persone, biellesi e non solo: l’impegno di tutti per restaurarla è il dono più bello che potremo fare alla montagna biellese. Dal 30 aprile non finisce un’epoca, ma inizia la nuova sfida per salire ancora tutti in cima al Camino».

Obiettivo 2021. Lo scoglio del 2016 è solo il primo che riguarda gli impianti della conca di Oropa. Fra cinque anni arriverà la scadenza della vita tecnica della funivia. «E sarebbe comunque assurdo portare a termine i lavori a monte, fino al Camino, senza una prospettiva per mantenere in vita l’impianto più a valle» sottolinea Andrea Pollono. «Per questo» aggiunge Riccardo Bresciani «è necessaria una politica di ampio respiro che pensi a come promuovere l’intero comprensorio di Oropa, per far sì che possa essere attrattivo per i turisti d’estate e d’inverno. E sarà un progetto da scrivere insieme, coinvolgendo tutti coloro che si occupano e che amano le nostre montagne, sulla falsariga di quanto è accaduto con i Mucrone Days di settembre 2015. Occorre lavorare insieme e pensare a tutto l’arco delle Alpi biellesi come a un complesso».
Il preventivo di massima per i lavori alla funivia che saranno necessari nel 2021 è di circa 2 milioni di euro. L’obiettivo è di costruire un progetto che inserisca, insieme ai lavori per la funivia, anche infrastrutture a servizio del turismo estivo e invernale, come interventi sul tracciato della Busancano, con la messa in sicurezza dei tratti più rischiosi, che la trasformino in una pista di sci certificata. «In questo modo sarebbe catalogato anche come tracciato da downhill per la mountain bike» spiega Pollono. Alla stessa maniera si può pensare a un impianto di innevamento artificiale sfruttando l’acqua che il bacino del lago del Mucrone mette a disposizione in abbondanza. «D’inverno avremmo una stazione sciistica a quindici minuti dal capoluogo, adatta alla discesa e al freeride, con i tracciati oltre il lago e verso il Camino» spiega Riccardo Bresciani. «D’estate avremmo una zona adatta all’escursionismo, alla bici fuoristrada, all’arrampicata con le vie e le ferrate. Il tutto sempre a un passo dalla città». Progetti, certo, ma ai quali è necessario pensare fin da subito.

La scheda della cestovia. Nel 1950 il primo collegamento tra l’arrivo della funivia (nata nel 1926) e il Camino fu una seggiovia. Nel 1973 fu sostituita dall’attuale cestovia che, per questo, è una delle più antiche ancora in attività mantenendo le caratteristiche originarie. Per questo si parla di restauro, per conservare quelle stesse caratteristiche che la rendono pressoché unica. Dal 2006 è gestita, come la funivia, dalla Fondazione Funivie Oropa il cui bilancio nel 2015 si è chiuso con circa 30mila euro di perdita di esercizio nonostante un anno record dal punto di vista dei passeggeri. Nel 2016 la politica di contenimento dei costi da parte della Fondazione, già gravata da debiti preesistenti, è proseguita. Ma la Fondazione stessa non ha la forza finanziaria di affrontare da sola né i lavori di restauro (preventivo di 400mila euro) né quelli della dismissione resa necessaria dalla legge (600mila euro).
Il restauro è la conseguenza della scadenza tecnica della vita dell’impianto, per la quale sono già state richieste e ottenute cinque deroghe annuali. L’usura di determinate parti rende imprescindibile l’intervento complessivo, con la consapevolezza che proprio le nuove norme non richiederanno in futuro una revisione completa ma solo revisioni parziali delle singole parti che compongono l’impianto. «Si tratterà di garantire una manutenzione più continua» spiega Andrea Pollono «ma meno sostanziale rispetto a interventi come quello in calendario quest’anno».

L’unicità della cestovia. Non solo è una delle ultime in Italia rimaste legate alla tradizione ma è anche una delle poche a superare un dislivello di circa 500 metri sul livello del mare, dai 1890 metri circa del lago del Mucrone ai 2390 della stazione di arrivo, in un tempo sufficientemente lento per diventare adatta anche a chi ha problemi di pressione sanguigna. Allo stesso modo la combinazione di funivia e cestovia rende possibile anche a chi ha problemi di deambulazione (gli anziani, per esempio) di raggiungere una quota da alta montagna. Il punto di forza del monte Camino è poi il panorama: la posizione particolare, l’altitudine adatta e il fatto di non essere circondato da cime più alte fa del punto di arrivo attorno alla cappelletta degli Alpini uno dei più bei panorami sull’arco alpino nord-occidentale, con lo sguardo che può spaziare dal Monviso al Monte Rosa passando per le cime della Valle d’Aosta.