Gli intervenuti alla conferenza stampa

(r.l.) E’ stata sottoscritta la Convenzione per il servizio di raccolta del sangue del cordone ombelicale, che impegna l’Azienda Sanitaria di Biella, la Fondazione Clelio Angelino e la sezione regionale dell’Adisco, Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale, nella realizzazione del progetto che permetterà alle neo mamme dell’Ospedale degli Infermi di Biella di donare il sangue racchiuso nel cordone ombelicale.

L’accordo prevede che il prelievo e la raccolta del sangue avvengano nella sala parto della struttura di Ostetricia e ginecologia subito dopo la nascita del bambino. A sostenere il costo delle sacche per la raccolta del sangue e del loro trasporto al sabato e nei giorni festivi all’Ospedale Regina Margherita di Torino dove si trova la Banca regionale del sangue cordonale, sarà la Fondazione Clelio Angelino. Il trasporto nei giorni feriali, invece, verrà effettuato dall’Azienda Sanitaria di Biella. Compito dell’Adisco sarà, poi, quello di garantire la formazione delle ostetriche che prelevano il sangue e il loro aggiornamento.

Così, a partire da gennaio 2012, le mamme biellesi potranno donare una speranza di guarigione. Il cordone ombelicale, infatti, che ha il compito di nutrire la vita per nove mesi e che al momento del parto viene reciso ed eliminato come prodotto di scarto, contiene un tesoro prezioso, che può essere prelevato, depositato in una banca per vent’anni e conservato in appositi contenitori a 190 gradi sottozero. Da oltre due decenni i ricercatori hanno scoperto che nel sangue del cordone ombelicale ci sono le stesse cellule staminali del midollo osseo, che danno origine ai globuli rossi, ai globuli bianchi e alle piastrine. Queste cellule possono, dunque, essere utilizzate per ripopolare il midollo che si è ammalato e curare, per esempio, le malattie del sangue.

L’ impegno che i sottoscrittori della Convenzione hanno concordato costituisce un punto di partenza fondamentale a sostegno di una scelta individuale importante: “Sempre più” spiega Renata Zegna Schneider, presidente della Fondazione Clelio Angelino “la Fondazione intende lavorare ai progetti insieme ad altre associazioni e ad altri partner allo scopo di migliorare la qualità dei servizi grazie alle competenze di tutti”.

Tecnicamente, “il prelievo avviene al momento del parto” spiega Roberto Jura, direttore di Ostetricia e Ginecologia “quando il cordone è stato tagliato e la placenta sta per staccarsi dalla parete uterina, in questo breve lasso di tempo la mano esperta dell’ostetrica introduce l’ago in uno dei vasi del cordone e lo spreme per raccogliere la maggior quantità possibile di sangue.

Le cellule contenute serviranno per trapiantare un bambino o un paziente che non pesi più di 40 Kg. Rimarranno anonimi sia la madre, sia il bambino ma è indispensabile che la mamma esprima la volontà di donare il cordone prima del parto. In questo caso si dovrà sottoporre a due prelievi di sangue venoso, uno prima della nascita del bambino e l’altro dopo sei mesi per controllare il rischio di infezioni da virus. E’ un gesto generoso fatto a favore della comunità di tutto il mondo e totalmente gratuito”.

Le sacche di sangue placentare conservate nelle 37 banche pubbliche presenti in 21 paesi sono oltre 190 mila: la prima è stata depositata nel 1992 al New York Blood Center mentre in Italia il primo congelamento risale all’anno successivo, al Policlinico di Milano.

La conservazione viene effettuata per la donazione ad altri o al fratello del neonato affetto da una malattia del sangue che rende necessario il trapianto. Non è invece consentita per se stessi, secondo quanto dispone la legge. Presso l’Ospedale degli Infermi di Biella, attualmente, è possibile richiedere la raccolta del sangue cordonale per il fratello del neonato al quale sia stata fatta una diagnosi che prevede il trapianto come possibilità di cura.

La procedura di donazione del cordone ombelicale, che dodici anni fa veniva eseguita presso l’Ospedale di Biella grazie a una precedente convenzione con la Fondazione Clelio Angelino, era stata interrotta per ragioni operative ma ora, grazie alla sensibilità della Direzione Sanitaria, della Fondazione Angelino, del personale del reparto di Ostetricia e Ginecologia, del Centro Trasfusionale, della Pediatria e dell’Adisco potrà essere ripristinata.