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Venerdì a Vercelli lo storico saluggese Lusani

elmo da guerra storia romanaVenerdì 7 dicembre alle ore 17.30 torna l’appuntamento con le conferenze del MAC – Museo Archeologico della Città di Vercelli. Ospite e relatore sarà il dottor Fabrizio Lusani dell’Università di Bologna che parlerà de “Il ruolo dell’esercito nella società romana”, indagando il rapporto tra questa istituzione e l’evoluzione della civiltà romana nel suo progressivo affermarsi sui popoli circostanti. Infatti, sin dagli albori della storia di Roma, le legioni hanno caratterizzato l’immagine dello Stato e hanno contribuito da un lato alla difesa e all’espansione delle frontiere, dall’altro allo sviluppo e all’organizzazione della stessa società civile. L’incontro sarà strutturato in due parti. Nella prima si analizzeranno le forme e l’evoluzione dell’esercito romano, con particolare attenzione al cruciale passaggio dall’esercito cittadino d’Età repubblicana all’esercito professionale d’Età imperiale, e si metterà in luce il ruolo dei legionari nella definizione della nostra Vercelli come città propriamente romana e come importante centro nello scacchiere cisalpino. Nella seconda, invece, ci si sposterà nelle sale nel Museo per vedere dal vivo alcuni reperti legati all’ambito militare e per toccare con mano la riproduzione fedele di una lorica legionaria ovvero la corazza degli antichi legionari romani, che li proteggeva fino alla cintura.
Fabrizio Lusani, seppur giovanissimo studioso, nato nel 1995 a Saluggia (VC), è laureato all’Università di Bologna, dove risiede, con una tesi su “La rivolta antiromana in Mesopotamia ai tempi di Traiano”. Si occupa di storia militare e sociale romana e di nuove tecnologie applicate ai beni culturali. Prosegue i suoi studi tra il Collegio Superiore dell’Università di Bologna e la prestigiosa École Normale Supérieure di Parigi.

L’ingresso alla conferenza è libero fino ad esaurimento posti. Per info. 0161. 649306 oppure macvercelli@gmail.com. Seguitelo anche sulle sue pagine Facebook e Instagram.

Giovedì evento con la Società Storica Vercellese

copertina atti Società storica Vercelli 2018A distanza di un solo anno dal Congresso “Vercelli fra Quattro e Cinquecento”, escono ora gli “Atti”, un volume di oltre 900 pagine, curato dal prof. Alessandro Barbero e dal prof. Claudio Rosso, stampato con il contributo della “Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli” e del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Piemonte Orientale. La presentazione si terrà il 6 dicembre, presso la “Cripta di S. Andrea”, alle ore 17, con la relazione introduttiva del prof. Barbero. L’ingresso è libero a tutti, soci e simpatizzanti.
Il volume, che continua la serie dei congressi della “”, iniziati ormai quarant’anni fa dal presidente Rosaldo Ordano, è rivolto a quanti amano meglio conoscere la città e il suo territorio nel periodo che va dal 1427, quando la città (dono di nozze) passa dai Visconti ai Savoia, fino al 1553, anno dell’occupazione francese di gran parte del Piemonte.
Difficile riassumere in poche parole il contenuto del corposo volume, che si apre con la programmatica relazione di Claudio Rosso, Il posto di Vercelli fra Quattro e Cinquecento: realtà storica, identità, memoria di un secolo cruciale.

Ogni aspetto della vita politica, economica, sociale trova il suo corrispondente nelle relazioni congressuali. I saggi spaziano dalla fiscalità e finanza pubblica (come erano le tasse all’epoca?), ai gruppi dirigenti della città e del suo distretto (lontani eredi delle lotte tra guelfi e ghibellini), all’indagine sulla popolazione condotta nel 1459-1460, agli scambi di materie prime e semi lavorate come le lane spagnole destinate alle fiere di Vercelli, alla salvaguardia dei privilegi e franchigie concesse nel tempo alla città. Vedremo quindi lo scambio di idee, di intellettuali e di uomini di potere, ma anche il contrabbando di merci lungo il confine della Sesia e la criminalità, in cui fanno capolino l’eresia e la stregoneria. Chiese e fortificazioni, reliquie e manoscritti, domanda e offerta di denaro, novità linguistiche, arte e storia si trovano qui analizzate, descritte e fuse insieme, a offrire il quadro vivo di un’epoca che sembra molto lontana, ma che forse è ancora molto vicina a noi.
Gli scavi archeologici hanno restituito il volto della città, attraverso la rete dei corsi d’acqua e il fitto intreccio di strade piccole e grandi che non sempre corrispondono a quelle di oggi. I documenti scritti hanno lasciato importanti tracce sulle fortificazioni e sugli edifici religiosi, sui bilanci finanziari e sulle famiglie dominanti nella città e nel territorio.
L’elegante veste tipografica va ascritta alle esperte maestranze della tipografia Gallo di Vercelli. La certosina compilazione dell’indice analitico è opera di Elisabetta Filippini. Va ricordato anche l’apporto finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, che ha assegnato anche due borse di studio per la trascrizione di documenti.
Con questo volume, la Società Storica Vercellese conclude l’anno con un positivo bilancio di 91 numeri del “Bollettino Storico Vercellese”, 50 volumi monografici della collana “Biblioteca della Società Storica Vercellese”, 7 “Quaderni”.

Teatro Vercelli, un borghese piccolo piccolo con Dapporto

Tratto dal celebre romanzo di Vincenzo Cerami e già capolavoro cinematografico di Monicelli con Alberto Sordi, Un borghese piccolo piccolo, diventa una pièce e approda al Teatro Civico di Vercelli sabato 1 dicembre con le musiche di Nicola Piovani e la regia di Fabrizio Coniglio, nell’ambito della stagione organizzata con Piemonte dal Vivo.
In scena una tragicommedia che regalerà momenti di comicità a tratti esilarante, ma che apre anche alla riflessione, al dibattito sulla possibilità di essere tutti uguali di fronte alla legge, sulle pari opportunità di emancipazione sociale ed economica, sul desiderio di raggirare le regole per ottenere facilmente ciò di cui si ha bisogno.
Giovanni Vivaldi è un “borghese piccolo piccolo”, un uomo di provincia che lavora al ministero. Il suo più grande desiderio è quello di “sistemare” suo figlio Mario, proprio nel ministero in cui Giovanni lavora da oltre trent’anni. Ma come ottenere una raccomandazione per il figlio? Ecco l’inizio della sua ricerca disperata di una “scorciatoia”, in questo caso rappresentata dalla Massoneria, per garantire un futuro al figlio.
Massimo Dapporto nei panni di Giovanni è capace di restituire il ridicolo e il tragico, l’amarezza e la crudeltà e di regalare, complice l’intero cast grande umanità e semplicità al protagonista.

Info e biglietteria
Biglietteria Teatro Civico
Via Monte di Pietà 15. T.0161255544
Biglietti in vendita da €25 a € 8.
www.vivaticket.it