(c.c.) Apre oggi al pubblico il MAC – Museo archeologico della Città di Vercelli. Lo ha annunciato ieri nel corso di una conferenza stampa, seguita da una visita guidata, il sindaco Maura Forte affiancata, per l’occasione, dal presidente del Museo Leone, Gianni Mentigazzi e dalla soprintendente ai Beni archeologici del Piemonte Giuseppina Spagnolo.

I pezzi esposti, tutti provenienti dal territorio, sono circa 600, datati dal III secolo a.C. al IV d.C. e, tra questi, spiccano senza dubbio la statua di Apollo del I sec. a.C, rinvenuta nel 1573 e il bicchiere in vetro verde con scolpiti i tre volti, rinvenuto in perfetto stato di conservazione. La gestione del Mac, coordinata dalla conservatrice Angela Deodati, della Soprintendenza archeologica di Torino, sarà affidata allo stesso Comune che ha definito un percorso di collaborazione con il Museo Leone, che già al suo interno ha una importante sezione archeologica del territorio.
Il Mac, ospitato nel broletto dell’ex monastero di Santa Chiara, al fondo di corso Libertà, resterà aperto fino al 5 agosto, quindi chiuderà per poi riaprire definitivamente il 2 settembre: sarà aperto dal martedì alla domenica tutti i pomeriggi; il sabato e la domenica anche al mattino. Con l’avvio del nuovo anno scolastico, ha annunciato il sindaco, saranno attivati anche laboratori didattici per gli studenti vercellesi e non. Da rilevare, infine, la novità rappresentata dall’allestimento di due nuove sale, non ancora definito al momento dell’inaugurazione del museo, avvenuta il 21 maggio scorso, all’interno delle quali saranno esposti gli oggetti rinvenuti negli scavi al cantiere del Museo dello Sport, in via Derna, dove sono venuti alla luce i resti di un opificio di epoca romana.

La celebre tazza di Ennione, attualmente custodita a Torino

La celebre tazza di Ennione, attualmente a Torino

Molti reperti appartenenti al territorio  vercellese e rinvenuti nel corso degli anni in vari scavi archeologici sono tuttora conservati a Torino e, tra questi, la celebre Tazza di Ennione, ma lo stesso sindaco non dispera di riportarne alcuni, anche temporaneamente, al Mac: «Abbiamo parlato della possibilità con la soprintendenza – ha detto Maura Forte – e non  è escluso che la bella tazza azzurra del vetraio siriano Ennione, risalente al I sec. d.C, possa fare ritorno a Vercelli. Non sarà facile, ma noi ci proviamo».

La tazza di Ennione fu rinvenuta dai fratelli Dario e Daniele Gaviglio nella zona alla periferia Ovest di Vercelli dove poi fu realizzata l’area artigianale. Lì sorgeva una necropoli e i reperti venuti alla luce sono stati davvero molti;  la curatrice Angela Deodati ha infatti confermato che a Torino giacciono ancora 10 mila casse di reperti archeologici, molti dei quali ancora nella terra, e sicuramente buona parte di questi provengono da quegli scavi. La buona notizia è che una parte di queste casse sarà trasferita a Vercelli dove gli esperti potranno procedere al recupero degli oggetti in esse contenute, magari attraverso laboratori specialistici dedicati al restauro archeologico.