Archivio di Gennaio 2021

La Baraggia raccontata in un libro

“Baraggia. 70 anni del Consorzio di Bonifica della Baraggia Biellese e Vercellese” edito da Effedì Edizioni, con l’intervento del Dott. Luca Mercalli e del Prof. Gabriele Ardizio. Il 9 dicembre 2020 il Consorzio di Bonifica della Baraggia Biellese e Vercellese ha compiuto 70 anni dalla sua costituzione. Per celebrare questo evento è stata pubblicata una raccolta fotografica, di taglio divulgativo, che racconta le tappe fondamentali dello sviluppo agricolo e socioeconomico della Baraggia. Il Presidente Dino Assietti spiega: “ci è sembrato doveroso celebrare questa ricorrenza con la popolazione locale. Purtroppo, l’emergenza Covid19 ci ha impedito di realizzare eventi aperti al pubblico. Così si è pensato ad un libro che potesse arrivare alle persone in tutta sicurezza. All’interno si trova un QR code che rimanda al video istituzionale del Consorzio, anche questo basato sulla storia e sulle opere in Baraggia”. Nel 1929 la Baraggia fu classificata come comprensorio soggetto a trasformazione fondiaria, in quanto considerata una delle 8 aree più depresse d’Italia e la più depressa in Piemonte. La sua superficie si estende su circa 44.000 ettari di territorio piemontese, che partono dalla periferia nord di Vercelli e salgono fino alle Alpi Biellesi, ai piedi del Monte Rosa, mentre a est è delimitato dal fiume Sesia a ovest dal torrente Elvo. Di questo comprensorio fanno parte 36 comuni, 18 nella provincia di Vercelli e 18 nella provincia di Biella. Dopo quasi un ventennio, il 9 dicembre 1950, venne costituito il Consorzio di Bonifica della Baraggia Biellese e Vercellese con il decreto n. 3862 a firma dell’allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, un segno di svolta nella storia della Baraggia e del suo sviluppo agricolo, sociale ed economico. Le fotografie che compongono il libro testimoniano la presenza delle opere infrastrutturali realizzate dal Consorzio nei 70 anni di attività. Dai primi interventi destinati alla costruzione delle strade di collegamento tra comuni, all’elettrificazione dei centri rurali fino alla realizzazione dell’acquedotto, si giunge alle più imponenti opere idrauliche e irrigue. Come spiega il Presidente Dino AssiettiLo sviluppo dell’agricoltura in Baraggia si deve non solo allo spianamento dei terreni, duri e asfittici, e alla meccanizzazione agricola, ma soprattutto alla disponibilità di acqua ad uso irriguo, derivante dal fitto e ingegneristico sistema che collega invasi, rogge e canali ai campi agricoli. I tre invasi dell’Ostola a Masserano, della Ravasanella a Roasio e dell’Ingagna a Mongrando, sono l’esempio più significativo del complesso sistema di opere idrauliche che permette il funzionamento del ciclo dell’acqua nella Baraggia Biellese e Vercellese. Un sistema che ha trovato il suo riconoscimento a livello internazionale e nel settore agrolimentare con la prima DOP del riso italiana, il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese”. La maestosità della Baraggia agricola lascia spazio anche alle riserve naturali, dove si conserva autentica l’ultima savana d’Italia, mentre una testimonianza preziosa del ricco e sfaccettato panorama storico e artistico della Baraggia si trova nei borghi e nei castelli, come il Ricetto di Candelo e il Castello Consortile di Buronzo. Questi e altri sono descritti in un capitolo dedicato. Edito dalla casa editrice vercellese Effedì Edizioni, il libro è corredato da fotografie e documenti storici, provenienti dall’archivio del Consorzio, e scatti prodotti dal fotografo Donatello Lorenzo, specializzato nella fotografia di risaia. Il libro è corredato dagli interventi del Prof. Gabriele Ardizio, curatore del Castello Consortile di Buronzo, e del Dott. Luca Mercalli, meteorologo, climatologo, divulgatore scientifico e accademico italiano di fama nazionale. I testi sono a cura di Valentina Masotti, già autrice di pubblicazioni legate al settore risicolo e agroalimentare. Il libro è già in distribuzione presso le principali librerie di Vercelli. A breve sarà disponibile nelle librerie di Biella e Piemonte, ma anche online sui principali canali, come Amazon, IBS, Mondadori Store e Feltrinelli.

La Città di Biella sostiene la biblioteca digitale di Città Studi

In un anno segnato da una forte crisi sanitaria ed economica, emerge però un dato positivo e confortante in ambito culturale: il numero di lettori in Italia è aumentato in modo considerevole rispetto agli anni passati. Questo è quanto si evince da una recente indagine condotta dal Cepell, il Centro per il libro e la lettura del ministero per le Attività culturali, e dell’Aie, l’Associazione degli editori. La ricerca evidenzia come la lettura sia divenuta, inaspettatamente, una forma di resilienza culturale contro le paure e le ansie generate dalla pandemia da Covid-19. Costretti a casa e senza la possibilità di uscire per svagarsi, moltissimi italiani hanno riscoperto il libro come strumento di evasione oltre che di conoscenza. I dati emersi sottolineano come il 61% degli italiani tra i 15 e i 74 anni hanno letto almeno un libro nel 2020 contro il 58% nel 2019. Una crescita che si registra anche tra i lettori di ebook che passano dal 25% del 2019 al 30% del 2020. In questo momento di grande fortuna per il libro, la Città di Biella torna a sostenere i lettori biellesi con una nuova iniziativa che punterà a rafforzare il prestito online. Nel concreto, la Biblioteca Civica, in qualità di capofila del Polo Bibliotecario Biellese, contribuirà economicamente a una parte delle spese di gestione della biblioteca digitale di Città Studi: MLOL, acronimo di MediaLibraryOnLine. Un sistema bibliotecario digitale a cui hanno aderito oltre 6.000 biblioteche in 20 regioni italiane e 10 paesi stranieri e che offre, 24 ore su 24, contenuti multimediali agli iscritti al network. Su MLOL è possibile infatti trovare oltre 54.000 ebook tra romanzi e saggi, oltre la possibilità di consultare i principali quotidiani italiani ed esteri e tantissime riviste, in un’edicola che supera ormai i 7.000 titoli.MLOL è un servizio erogato dalla Biblioteca di Città Studi dal 2012 e, con il passare degli anni, ha registrato sempre più adesioni da parte dei propri utenti. Già durante il primo lockdown del 2020, grazie a un’iniziativa della Biblioteca Civica di Biella, fu possibile estendere gratuitamente questo servizio a tutti gli iscritti del Polo bibliotecario, proprio nei mesi in cui le biblioteche rimasero chiuse al pubblico. Il sostegno dell’amministrazione comunale, che copre il 30% delle spese previste, permetterà agli iscritti alla biblioteca digitale di accedere nel 2021 a tre prestiti al mese invece dei consueti due. Anche il numero delle licenze per la consultazione dei quotidiani verrà esteso, facilitando così l’accesso ai giornali contemporaneamente a più utenti. Il catalogo di MLOL è raggiungibile con un link nel portale BiblioBi (www.polobibliotecario.biella.it) o all’indirizzo https://cittastudi.medialibrary.it Per aderire al servizio di prestito digitale bisogna essere iscritti a una delle biblioteche del Polo Bibliotecario Biellese e, successivamente, sottoscrivere l’abbonamento presso la Biblioteca di Città Studi, che offre anche la possibilità di pagamento da remoto. Il costo della sottoscrizione è di 10 € ed è valida fino al 31 dicembre 2021. Per maggiori informazioni è possibile contattare direttamente la Biblioteca di Città Studi Biella, in Corso G. Pella 2, chiamando il numero 015 8551107, scrivendo all’indirizzo email: biblioteca@cittastudi.org, oppure consultando il sito www.cittastudi.org/biblioteca o la pagina Facebook @bibliotecacittastudi

Zegna Baby Forest: un compleanno da ricordare

Più di mille pini piantati dal 2010, anno in cui ricorreva il centenario del Gruppo Ermenegildo Zegna. Per la precisione 1.109, uno per ogni bambino nato nelle famiglie dei dipendenti del Gruppo Zegna fino a tutto il 2019. L’area per il progetto Baby Forest è stata scelta perché a rischio valanghe: da quando sono stati messi a dimora i pini, le loro radici hanno attenuato il rischio. Il progetto continua (in primavera, ad esempio, verranno messi a dimora i nuovi alberi per le nascite del 2020), perché investire nelle nuove generazioni e prendersi cura della natura sono azioni congiunte. E’ un impegno che arriva dal passato, un insegnamento ricavato dal pensiero verde di Ermenegildo Zegna che dal 1929 piantumò 500.000 conifere trasformando una montagna a beneficio di tutti. Piantare un albero è un gesto fortemente simbolico che guarda al futuro. Con lo stesso spirito la Fondazione Zegna ha avviato nel 2020 Zegna Forest, progetto di rinnovamento dei boschi dell’Oasi Zegna in sofferenza a causa anche dei cambiamenti climatici. Ne parleremo con Marco Picone venerdì 8 Gennaio alle 10,45 su City4You.