Emmanuel Tjeknavorian, protagonista sabato 1 febbraio al Civico di Vercelli

Continuano gli appuntamenti con la ventiduesima edizione del Viotti Festival: sabato 1 febbraio alle 21 presso il Teatro Civico di Vercelli in programma “Il Tormento e l’Estasi” con un giovanissimo di straordinario talento coniugato ad una rarissima sensibilità. E’ Emmanuel Tjeknavorian, violinista viennese, che a soli 24 anni ha saputo costruire una carriera d’invidiabile prestigio. Dimostrerà tutta la sua bravura e versatilità cimentandosi con un programma affascinante ma di elevata difficoltà. La Sinfonia n.21 di Haydn sarà il brano di apertura con la direzione del Maestro Guido Rimonda alla guida della Camerata Ducale. A seguire il Concerto op.61 di Beethoven, opportunità per celebrare il 250esimo anniversario della sua nascita: un brano solare e luminoso, a rappresentare “l’estasi” che è nel titolo della serata. Spazio al “tormento”, invece, attraverso la Sinfonia n.40 di Mozart, tutta improntata su inquietudini ed emozioni vibranti. Emmanuel Tjeknavorian è nato nel 1995 in una famiglia di musicisti. All’età di cinque anni ha ricevuto la sua prima lezione di violino e dopo soltanto due anni ha tenuto il suo primo concerto. Nel 2011 ha iniziato a studiare con G. Schulz all’Università di Vienna seguendo, qualche anno dopo, le orme del padre – Loris Tjeknavorian – nella direzione d’orchestra, percorso che l’ha portato a seguire masterclass per giovani direttori in Italia e Inghilterra. Nel 2015 si è aggiudicato il premio per la migliore interpretazione e il secondo premio al Concorso internazionale Sibelius, riscuotendo un successo tale da portarlo a collaborare con i più prestigiosi direttori e ad esibirsi nei festival più quotati.La scorsa estate ha suonato il violino “Costa”, appartenuto a Mozart, ai Festival di Salisburgo e di Aix- en-Provence. Durante la stagione 2020 suonerà con le orchestre più prestigiose tra cui la London Philharmonic Orchestra e la Konzerthausorchester di Berlino; inoltre sempre quest’anno verrà pubblicato il suo secondo album che comprende i concerti per violino di Sibelius e brani eseguiti con il padre, Loris Tjeknavorian, registrati con l’orchestra di Francoforte e Pablo Gonzales. Infine una curiosità: suona un violino Antonio Stradivari del 1698 donatogli da un benefattore della Beare’s International Violin Society di Londra.