A Vercelli e’ iniziata in questi giorni la seconda edizione della rassegna letteraria “OH un libro che fa…” questa volta dedicata all’Armonia, in tutti i sensi: armonia con se stessi, con gli altri, in gruppo, sul posto di lavoro, a scuola, in famiglia, con gli amici, con la natura. La particolarità fortemente innovativa della seconda edizione è il mix tra lettura e musica. La lettura del libro viene accompagnata con musica a tema nei numerosi laboratori ed appuntamenti, a creare una circolarità armoniosa, a ritmo di jazz e musica classica contemporanea. Oggi, martedì 17 dicembre, ore 21 , Piccolo Studio (Chiostro basilica Sant’Andrea), via G. Ferraris, 116: Barbara Ronchi Della Rocca presenta “Il Galateo dell’Amore: dal primo incontro alla convivenza, le buone regole per tutte le coppie di oggi”, Vallardi editore. Dialoga con l’autrice Giovanni Tesio. L’ARTE DEL SAPER VIVERE APPLICATA ALL’AMORE: il nocciolo della questione sta nel verbo amare, non nel fatto che l’oggetto sia una lei o un lui . Questo nuovo Galateo dell’Amore fa piazza pulita del pregiudizio che vede la buona educazione in contrasto con la spontaneità: chi lo crede non sa (o finge di non sapere) che la sensibilità e il rispetto – e quindi l’amore! – sono inscindibili dalle buone maniere, che nella vita a due non si identificano certo con l’etichetta o con le formalità, ma sono piuttosto un modo di essere, di rispettare l’altro rispettando se stessi. Mercoledì 18 dicembre, ore 21.00, Piccolo Studio (Chiostro basilica di Sant’Andrea)Via G. Ferraris, 116: Gianni Oliva presenta: Anni di piombo e di tritolo. 1969-1980. Il terrorismo nero e il terrorismo rosso da piazza Fontana alla strage di Bologna, Mondadori. Intervista a cura di Giovanni Tesio.Dal 12 dicembre 1969, quando esplode la filiale della Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana a Milano, fino all’assassinio di Roberto Ruffilli da parte delle Brigate Rosse il 16 aprile 1988, in Italia sono state uccise quasi quattrocento persone, e oltre mille ferite e rese invalide. Un libro per ricordare ciò che è stato ai tanti che l’hanno dimenticato e farlo conoscere a quelli nati dopo e cresciuti in una scuola dove la storia antica è molto più in onore di quella contemporanea: un contributo a fare i conti con il passato, in un paese dove è troppo facile rimuovere.